Ricordiamoci, però, anche di tutti gli altri. Sempre.
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C’è chi vede i dolci come cibo da festeggiamento, chi da consolazione. E in effetti si adattano a entrambe le situazioni, no?^^ Pensiamo solo alla cioccolata e a quanti ne fanno largo uso quasi fosse una droga! (e un po’, lo è!)
E’ tanto in voga l’espressione “comfort food” (non confort, per favore…! ), epperò io credo che molti attribuiscano una traduzione errata, o quantomeno limitata, pensando solo al “conforto” nei momenti difficili; ancora di recente vedevo su un sito “autorevole” di cucina una sorta di sondaggio sui cibi adatti per quando uno è giù! Ma perché deve essere così? A parte che chi ha bazzicato l’UK dovrebbe sapere come si scrive… va beh^^ Ma poi, perché uno deve pensare che lo stato di comfort debba venire dopo aver consumato un cibo particolare e non essere piuttosto l’occasione per consumarlo? E’ una coccola, in fondo, e le coccole si fanno, per esempio ai bambini, anche per premiarli, per festeggiare qualcosa,mica solo per consolarli!La prima definizione di comfort è:
a state of being relaxed and feeling no pain
stato di relax e senza dolori (inteso come preoccupazioni)
E dunque sia!
E siccome mi son trovata sola a casa a festeggiare il risultato dell’FCE di mia figlia, che di per sé magari può parere un evento trascurabile, ma siccome se l’è preparato da sola in un mese ed è condizione imprescindibile averlo (e coi punteggi massimi )per l’iscrizione al LabanTrinity capirete che ci contavamo proprio…
Se penso al trasloco forse forse sarebbe stata più adatta una versione classica alcolica^^ ma siccome ultimamente ci sono diverse mamme ( ;-D ) che vengono a leggere qui, vi propongo un’altra versione analcolica di questo classico piemontese..l’altra la trovate qui, al miele, mentre le alcoliche sono la versione originale , quella al Barbera , al Malvasia e anche quella al passito di Erbaluce
simil- Zabajone al cacao (senza alcool!)
per due persone:
due tuorli
un albume
un cucchiaio e mezzo di zucchero
4 cucchaini di cacao amaro
Procedete montando a spuma le uova con lo zucchero, aggiungendo il cacao per ultimo e cuocendo poi a bagno maria fino ad ottenere un aspetto spumoso. Spolverate con un po’ di cacao.
CoMfortatevi! ^^
Pubblicato in Ciaciaré, Galuparìe, Merenda sinòira | Contrassegnato da tag cacao, comfort food, merenda sinoira, zabajone, zabajone analcolico | 10 Commenti »
Aggiornamento estemporaneo del 27/01 : le 100 e uno ricette con le uova sono state ridotte a 8, evidentemente le uniche , al momento, con regolare autorizzazione a linkare e mettere pure la fotina. Questo mi fa pensare… cosa mi fa pensare? Che queste mie piccole “crociate”, che qualcuno trova antipatiche e noiose e…”ma dove’è la ricetta? ma perché nio ci limitiamo alla cucina, ma perdi sempre il tuo tempo dietro alle rogne, ma questo non è un blog “bon ton” tutto foto flou e fiurelìn”eeeeeeh eccetera aeccetera… beh, un senso ce l’hanno. E penso che se io pubblico qualcosa e sono in regola…perché dovrei mai cambiarlo, ordunque? ^^
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1)raccogliere ricette altrui,
2)foto comprese,
3) farne dei pdf o semplici raccolte da far scaricare “generosamente” in modo “gratuito”,
4)tanto col blog infarcito di pubblicità, il guadagno arriva comunque.
http://www.mammafelice.it
Vi spiego perché lla signora ovviamente ha rimaneggiato e cestinato i miei commenti alla raccolta delle ricette (e prima anche foto) con le uova e resta difficile capire….!!!
la tipa diceva che è suo diritto pubblicare le miniature delle foto… peccato che non abbia le idee chiare e cioè non capisce che non può farlo a scopo di lucro…
(sto aspettando che mi spieghi come mai ha tutta quella pubblicità sul blog e cosa intende lei per “lucro”… ^^ )
anzi, mi risponde pure a un certo punto di leggermi la legge sul copyright… peccato che mi linka una pagina dove scrivono
“Innanzi tutto guarda sempre sui rispettivi siti se ci sono delle politiche di copyright: è la prima cosa da fare. In alcuni casi troverai la Licenza Creative Commons, in altri troverai delle restrizioni, o delle particolari policy. Attieniti alle regole scritte dai proprietari.
Se non ci sono indicazioni sul copyright, allora tutto il contenuto è protetto: per la legge italiana (e per molti altri stati) in mancanza di altre indicazioni l’autore di un’opera ne è proprietario.”
(eh… va beh… a sto giro però è cascata male)
Facile no? Fare un blog col materiale altrui deve far sentire davvero bravi. Chissà a che livello è la sua autostima, quando si prodiga in consigli culinari senza mai aver cucinato una delle ricette che propone. Ah, no, qualcuna, sì, la cucina….mi dicono dalla regia… vabbè…. ^^
Post Scriptum… il sito dove si prodigano consigli sul copyright , da lei citato senza però far caso al dettaglio del “lucro” (cosucce che mandano in sollucchero i legali
) è gestito da lei medesima e dal marito…danno le informazioni che vogliono, insomma..
Ogni commento è superfluo, ormai..
No, scusate, ne aggiungo uno…. alla fine della fiera lei toglie le immaginette, sostenendo che però per quelle grandi chiede sempre il permesso…
Mi piacerebbe sapere se ha chiesto anche il permesso, per la miniraccolta di 5 zuppe per l’inverno, a Martha Stewart, a Stephanie di Tablespoon, a Rosewaterthyme, o a Edda di undejeunerdesoleil.com …
A Edda potrei pure chiederglielo… ^^
Pubblicato in Senza categoria | 32 Commenti »
Quale titolo si adatta meglio alla giornata del lunedì? suvvia, confessate che avete tutti anche voi la sindrome da lunedì, e il lunedì non si ha voglia di iniziare subito dai problemi… di solito!
E così si sentono frasi tipo ” Avèj già le siole pien-e” che non credo necessiti di traduzione!
Il mio lunedì è iniziato già all’alba, ho dovuto risolvere una faccenda complicata via email, studiare le parole, rileggermi un sacco di roba arretrata e fare i conti col proverbiale “peggior sordo”… poi va beh… anche quando le frittate vengono rigirate ad hoc può arrivare qualche schizzo di olio bollente e si causano dolori a chi cerca di stare vicino e di aiutare, quindi, per fare la frittata, giratela bene una volta, cuocetela con cura, e non…. rigiratela! ^^
Lezioni di cucina e di sano egoismo insieme, what’s else?^^
Vi programmo questo post per l’ora di cucinare, così se avete poco tempo vi trovate un’idea facile e gustosa pronta pronta! E scappo che son già in ritardo!
In realtà questo piatto è sì di una semplicità estrema, ma… perché c’è sempre un ma, occorre fare attenzione a un paio di passaggi… è una ricetta ospite, ovvero è una delle specialità del marito, che ogni tanto si diletta a prepararci il pranzo a sorpresa!
Frità ‘d siole (frittata di cipolle)
per tre persone:
4 grosse cipolle bionde (noi usiamo le piatlin-e di Andezeno, carnose e dolci)
4 uova
due cucchiai di Grana grattugiato
sale
pepe nero
olio di oliva
affettate fini le cipolle, e fatele stufare lentamente in un cucchiaio di olio, aggiungendo man mano l’acqua che serve. Fate consumare bene tutto il liquido, salate e spegnete. Sbattete energicamente le uova, aggiungete il formaggio il pepe, e le cipolle. Noterete che le cipolle abbondano rispetto alla quantità di uovo: va bene così! ^^
aggiungete nella padella un filo di olio, scaldatelo a fuoco vivace e versatevi il composto. lasciate rapprendere un minuto poi abbassate il fuoco al minimo e coprite con un coperchio. Lasciate cuocere lentamente finché non si vedrà più del liquido in superficie. Girate la frittata, lasciate colorire sempre a fuoco basso anche l’altro lato, spegnete e servite con qualche ricciolo di cipolla stufata.
Pubblicato in Mangé | Contrassegnato da tag cipolle, cipolle piatlin-e, frittata, merenda sinoira | 13 Commenti »
Avete visto che bella galaverna da queste parti? Pare abbia nevicato… e magari nevicasse, farebbe anche un po’ di pulizia…!^^ Questa foto e quella dello sfondo sono gentilmente offerte dal marito, realizzate stamattina presto e inviate direttamente dalla redazione del giornale, quando si dice avere una marcia in più!
e intanto mettiamo su un caffè caldo e qualche dolcino sfizioso e godurioso (che come dice una mia amica, chi non gode…rode! ^^)
Ecco a questo proposito una ricetta curiosa… non tanto per la ricetta in sé, che di curioso e strano come vedrete non ha proprio nulla, quanto per la sua storia. E’ abbastanza insolito infatti che una ricetta tipica di una regione preveda come ingrediente principale il prodotto tipico di tutt’altra, e nemmeno troppo vicina, geograficamente parlando.
Questo dolce testimonia che le arance arrivavano in Piemonte abbastanza facilmente ormai nel XVI secolo, quando la duchessa Bianca di Monferrato (Savoia) faceva gran consumo di zest (chiamandole gestes, dal franscccccese ^^ ) e le offriva anche ai suoi prestigiosi ospiti.
Diffuse pressoché ovunque, le zest vedono ancora oggi come luogo principale di produzione il Comune di Carignano, e ne sono Prodotto Agroalimentare Tradizionale certificato (PAT)
Per il procedimento basta seguire una delle millanta ricette di scorze candite, perché anche da queste parti ogni confetturiere segue la propria, non c’è una versione unica. Io ho girato un po’, consultato qualche quadernetto locale, consultato Silvia che ne aveva appena prodotti una versione golosa, e alla fine ho fatto di testa mia! Attenendomi il più possibile alle indicazioni tradizionali (quindi senza aggiunta di glucosio, zuccheri invertiti, inversioni di marcia ecc
). E ci ho messo di mezzo pure un cedro, che quando l’ho visto sul banco della frutta, lì vicino alle arance, l’ho preso come un segno del destino!^^
Un’ altra curiosità: in piemontese arancia si dice portugal, in greco portocâli, ma arancia stessa deriva dall’arabo na¯rangÍ (dal persiano narang), che indica l’arancia amara, mentr per indicare quella dolce gli arabi, indovinate un po’ come dicono? برتقال, burtuqāl!
Quindi erra chi crede che si dica portugal per via delle importazioni dai paesi più occidentali d’Europa^^
Zest di Carignano (ovvero scorze di arancia e scorza di cedro candite) semplici e al cioccolato
Ingredienti: scorze, acqua e zucchero e…cioccolato fondente fuso e, se serve, del bicarbonato!
Procuratevi delle belle arance, possibilmente bio, dalla buccia spessotta.
Se non sono bio, per eliminare la cera con cui vengono normalmente trattate le altre, lavatele sotto un bel getto di acqua bollente, poi mettetele a bagno in acqua calda e bicarbonato con un cucchiaio colmo di bicarbonato per mezzo litro di acqua, e sfregatele energicamente con la polvere prima che si sciolga defintivamente nell’acqua. Lasciatele ancora a bagno nella soluzione per mezzora e poi risciacquatele con acqua calda corrente
Sbucciatele tenendo la scorza più integra possibile in modo da poterla tagliare a listarelle larghe almeno un cm (io ne ho lasciate anche alcune più larghe, tanto le taglierò poi per fare dei dolci)
Mettete le scorze tagliate a bagno in acqua fredda per 24 ore circa. Scolatele e mettetele a bollire in un tegame, partendo da acqua fredda. Quando raggiungono il bollore, spegnete, scolate e fate raffreddare. Ripetete, con acqua nuova, tre volte.
la terza volta dopo averle fatte raffreddare pesatele, e pesate pari quantità di acqua e zucchero.
Utilizzate ora una padella in modo da mettere le scorze in un unico strato o poco più, ricpritele con lo zucchero e con l’acqua, e accendete il fuoco basso.
Occhio che lo zucchero non deve caramellare!
Portate a bollore e dopo un minuto spegnete. Fate raffreddare. Riaccendete, portate a bollore e dopo un minuto spegnete. Fate raffreddare… e così via, finché lo sciroppo non sarà stato ben assrobito dalle scorze, che avranno assunto un aspetto traslucido, tipico dei canditi. Mettetele su delle griglie ad asciugare, e poi cospargetele di zucchero o inzuppatele nel cioccolato secondo le vostre preferenze.
Stesso procedimento per il cedro (che a me è caramellato un po’, acc acc!!)
Calcolate un paio di giorni, durante i quali, tra un passaggio e l’altro, potrete fare anche altre cose, ma non in cucina, che presumibilmente sarà invasa da griglie e grigliette ma anche da un profumo irresistibile!
E a proposito di profumo, sempre da Silvia ho trovato il consiglio di riutilizzare l’acqua delle bolliture per i termosifoni. Ci ho riempito i cocci: fantastico!^^
Pubblicato in Galuparìe, Merenda sinòira, Tradission, Vegetariano | Contrassegnato da tag arancia candita, carignano, cedro candito, merenda sinoira, scorza di cedro candita, scorze di carancia candite, zest | 38 Commenti »
vi lascio questo:
chi ch’a l’é nen bon a fé ‘l vin a l’é nen bon a fé l’asil
chi non è capace a fare il vino non è capace a fare l’aceto
Pubblicato in Ciaciaré, Merenda sinòira, Tradission | Contrassegnato da tag merenda sinoira, proverbi piemontesi | 4 Commenti »
Chi di voi non è a dieta alzi la mano!… uh, quante mani alzate! Non ci credo!
Chi di voi dovrebbe mettersi un po’ a dieta dopo le feste alzi la mano… !
Ah, ecco…!
E certo, facile fare i sondaggi così… grazie alla tecnologia, con un clic si fa tutto, pure la dieta! e basta un clic per mandare a rotoli tutti i nostri sforzi di darci un contegno, veeeeeeeero? ^^
Ridiamoci su! E continuiamo…rotolando! Voglio tentarvi, ahahah!
Rotolo di meringa al caffè
Per la meringa:
3 albumi,
una volta e mezza il loro peso di zucchero( per ogni 100 g di albumi, 150 di zucchero)
un pizzico di sale,
qualche goccia di aceto (io aceto di miele)
mandorle a lamelle: una manciata
Per la farcitura al caffè:
due tuorli, 70 g di zucchero
un cucchiaio raso di caffè solubile
400 ml di latte
un cucchiaio raso di maizena
200 ml di panna da montare
Preparate la meringa montando bene gli albumi con lo zucchero, il pizzico di sale e aggiungendo alla fine l’aceto.Cospargete un foglio di carta forno con le mandorle a lamelle. Stendeteci sopra il composto allo spessore di un centimetro abbondante e infornate a 60°C gradi per due ore circa.
Mentre la meringa cuoce, sbattete i tuorli con lo zucchero e la maizena, aggiungete il caffè solubile e, a filo, il latte bollente. Mettete sul fuoco e fate addensare. Spegnete e fate raffreddare bene prima di unirvi la panna montata.
Sfornate la meringa e senza toglierla dalla carta, spalmatevi sopra la farcitura al caffè. Arrotolate delicatamente, non come me che per la fretta l’ho fatta crepare qua e là e ci ha rimesso esteticamente, e mettete subito in frigorifero, dove la lascerete un paio di ore prima di servire.
Pubblicato in Galuparìe, Merenda sinòira, Vegetariano | Contrassegnato da tag caffè, merenda sinoira, meringa, rotolo di meringa | 12 Commenti »





















