La nascita di questa bevanda libidinosa viene fatta risalire per tradizione alla seconda metà del 1500, quando fra’ Pasquale de Baylon iniziò a consigliare alle penitenti che lamentavano scarsa vigoria del consorte la propria infallibile ricetta:
1 tuorlo, 2 cucchiaini di zucchero, 2 gusci di marsala, 1 guscio di acqua
Morto nel 1592, fra’ de Baylon fu santificato nel 1680 da Papa Alessandro VIII , e divenne tra le donne torinesi una specie di leggenda, tanto che le pie donne tra di loro si scambiavano e consigliavano la sua ricetta per beneficiare del “miracolo” del Santo Pasquale de Baylon. Il suo nome, in dialetto torinese, divenne San Bajon, e di qui al nome italianizzato della bevanda il passo è breve. Dal 1722 San Baylon è considerato protettore dei cuochi del mondo; la sua festa ricorre il 17 maggio e viene venerato nella chiesa di San Tommaso in via Pietro Micca a Torino.
Io personalmente amo poco la presenza dell’acqua, e utilizzo delle proporzioni differenti rispetto a quelle originarie, il risultato è comunque degno di nota, non so quanto miracoloso, ma sicuramente notevole al palato!
C’è che lo usa come crema da farcitura, unendolo ad altri ingredienti, come una crema pasticcera di base o panna montata.
Io lo preferisco come bevanda invernale, in purezza, da accompagnare con un savoiardo, o un bacio di dama o, in questo periodo, una fetta sottile di pandoro.
Zabajone
Per ogni tuorlo:
1 cucchiaio colmo di zucchero,
1 cucchiaio di Marsala, sostituibile con altro vino liquoroso, o con un Moscato fermo, o con un Malvasia
Montare il tuorlo con lo zucchero in una bastardella o altro pentolino adatto al bagnomaria, unirvi il Marsala, e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno cuocendo lentamente a bagnomaria finché non sarà gonfio e spumoso. L’importante è che l’acqua non raggiunga mai il bollore, perché si rischia che l’uovo coaguli, ci va qualche minuto in più, ma ne vale la pena!
















Eccolo!!!!!!!!!!
Non vedevo l’ora di potermi connettere, ero curiosissima!!
Brava!
E in bocca al lupo, e non fare caso ai criticoni e agli invidiosi!!
Adesso mi toccherà provare qualcuna di queste delizie.
Per lo zabajone ho già le tue istruzioni, ma ho anche già adocchiato quel dolce di Natale allo zafferano: sarò mai all’altezza? aiuto!
un bacio!!
Annalisa
Sei tra le persone che hanno incoraggiato questo progetto e sopportato pure la sottoscritta alle prese con WordPress!
in cambio hai un buono assaggio per la bavarese!
Ben tornata… visto che in Piemonte abbiamo le temperature friulane?
[...] preparate uno zabajone con 4 uova secondo questa ricetta utilizzando al posto del Marsala il [...]
[...] Gustatele così o, come tradizione vuole, con una tazza fumante di zabajone [...]
[...] un “riciclo” leggero, ho fatto una versione differente rispetto alla ricetta tradizionale dello zabajone utilizzando anche parte degli [...]
Mi piace molto il suo sito e volevo farle i complimenti. Finalmente un po’ di piemontese! Ma per mettere lo zabaglione in mezzo ad una torta c’è un modo per farlo venire più denso? Farina? Mi viene sempre troppo liquido! Grazie
grazie ylenia, a dire il vero lo zabajone ha una consistenza spumosa tipica e in effetti per farcire non va bene. L’unica è fare una crema pasticcera al marsala, partendo dalla ricetta abituale e adattando la densità alle proprie esigenze
[...] volta è toccato allo zabajone, di cui avevo già proposto la versione originale , quella al Barbera , al Malvasia e anche quella al passito di [...]