Oggi non si cucina, né si chiacchiera di proverbi.
Oggi si ricorda.
Principalmente l’Olocausto ma, e qui prendo in prestito l’elenco dal blog Fidest.wordpress.com. , anche gli altri genocidi e olocausti di cui il genere umano dovrebbe conservare memoria e provare vergogna, ma che per diversi motivi vengono consegnati all’oblio.
I sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa;
i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti “terroristici” alleati in Italia e Germania durante la seconda guerra mondiale (basti ricordare il bombardamento su Dresda per rabbrividire);
i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione europea delle Americhe per un totale di circa 100 milioni di morti;
il genocidio del popolo armeno, con un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915;
le vendette partigiane in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale;
i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti civili dell’attuale occupazione americana;
i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro e a cui si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa;
i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale;
le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa;
i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento e di sterminio;
le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo, compresa la Cina; la stima oscilla fra i 200 e i 300 milioni di persone;
i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70;
i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In questi Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per il controllo dei ricchi giacimenti minerari;
le teste mozzate della Rivoluzione Francese e le stragi in Vandea in nome della “libertà” e dei “diritti umani”;
le più recenti vittime civili dei bombardamenti americani e della Nato in Bosnia, Iraq e Afghanistan.













Troppo spesso o non si sa…o non ci si ricorda… o si fa finta di non vedere… o ricordare!
brava Norma!
“Dio è con noi”, stava scritto sulla fibbia dei cinturoni dei soldati tedeschi. Ieri come oggi, inorridisco al pensiero che si possa uccidere in nome di Dio
[...] però, anche di tutti gli altri. [...]
e’ vero ogni perseguitato,ogni ucciso perchè diverso,per le sue idee,per la sua religione,per il colore della pelle…va ricordato!
Mari
[...] però, anche di tutti gli altri. [...]
E ultimi, ma non ultimi, i cristiani, massacrati ultimamente!
Ciao, Fior