Galuparìe

Ninsòle

Come non dedicare un dolce golosissimo a uno dei prodotti piemontesi più conosciuti nel mondo? La nocciola Piemonte I.G.P., la cui varietà Tonda Gentile Trilobata viene coltivata tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria, ha dato vita, sposandosi con il buon cioccolato grazie all’abilità di un mastro cioccolatiere torinese, al gianduja, e di qui a una serie infinita di prelibatezze dolciarie. Io ne ho sempre una scorta in casa, per poter preparare un dolce imrpovvisato, una crostata come questa o i brut r bun quando ho degli albumi avanzati da altre preparazioni, o dei baci di dama per l’amica golosa… Ho solo un problemino: un marito goloso di nocciole, che attenta spesso alle mie scorte per sgranocchiarsele così, nature, mentre lavora ai suoi libri…! Crostata golosa Preparata per il compleanno di mio suocero, accompagnata da un vino liquoroso, è relativamente semplice da preparare, con un risultato per persone stragolose! per la frolla: 150 gr di burro 80 di zucchero 80 di nocciole macinate a farina, un uovo e un tuorlo due cucchiai colmi di cacao amaro 160 gr di farina 80 gr di cioccolato fondente 10 gr di burro 300 gr di mascarpone mezzo barattolo di crema gianduja  bicolore (cercatene una di buona qualità, non lasciatevi attirare dalla prima che trovate sugli scaffali…) un cucchiaio di zucchero a velo vanigliato qualche nocciola intera Montate il burro con lo zucchero, unite le uova, le nocciole tritate, e alla fine farina e cacao. Mettete a riposare mezz’ora nel frigo, poi stendete la pasta direttamente nella teglia (22-24 cm ) e infornate a 180° per venticinque minuti con sopra dei fagioli secchi o cosa usate voi per le cotture in bianco (io del riso su un disco di stagnola!) e altri dieci minuti senza. Fondete gli 80 gr di cioccolato col burro (io l’ho fatto nel microonde) Spalmate sul guscio di frolla e fate raffreddare il tutto. Dividete e in tre parti disuguali (andate a occhio!) il mascarpone… lavorate la più piccola (circa 70 gr) con il cucchiaio di zucchero vanigliato. La media (100 gr) con la crema gianduja bianca in pari quantità, la maggiore (130 gr circa) con la crema gianduja scura, sempre in pari quantità. Qui ho fatto delle prove con la sac a poche, ma non mi andava… volevo un effetto visivo goloso, non una roba ordinata e sofisticata, ma di quelle cose che apprezza chi la crema gianduja se la sbafa a cucchiaiate e non spalmata in strato uniforme sulla fettina di pane, per capirci…e così… via la sac a poche!!! Che ne dite, vogliamo affondarci il naso? La masca vi consiglia anche: raviolo delle Langhe torta tartufata alle nocciole

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