Ciaciaré

Non solo Piemonte… dedicato a Terry!

Le chiacchiere con la mia amica Terry che tra l’altro ho visto ora continua a sfornare prelibatezze ed è una continua tentazione, mi ha ricordato questo libro, scritto qualche anno fa, in cui non abbiamo parlato -solo- di Piemonte e storie locali, ma di un gruppo di persone che vivono qui da tanti anni, e che fin da subito hanno avuto un ruolo importante nella vita di questa cittadina: i “Veneti”.

La loro migrazione è da collegare all’industrializzazione del Piemonte.Accadde infatti che alla fine degli anni Trenta e negli anni Quaranta le nostre campagne iniziarono a spopolarsi. Ma la meccanizzazione agricola era ben lontana da quella attuale: dunque occorrevano braccia. Serviva gente abituata a lavorare la campagna, soprattutto in concomitanza con i grandi lavori della fienagione o della mietitura del grano. All’inizio (anni Trenta, fino alla fine degli anni Quaranta), la migrazione dal Veneto fu stagionale: i lavoranti raggiungevano il Piemonte con l’arrivo della bella stagione, e tornavano a casa loro dopo la vendemmia. Un secondo imponente arrivo avvenne in occasione dell’alluvione del ’51, quando il Polesine fu inondato dal Po.

L’inserimento dei veneti a Chieri in origine non fu semplice. Amalgamarsi con la gente di qua, diversa per carattere, per linguaggio, per abitudini alimentari, fu un vero problema. Lo si risolse con la nascita di quartieri abitati in prevalenza da veneti. Una prevalenza che oggi non c’è più, ma che pure sopravvive nella toponomastica: borgo Venezia, borgo Padova.

A formare i nuovi quartieri erano case che “venivano su” nei fine settimana: i proprietari acquistavano i materiali, e una mano d’opera volontaria (molti veneti erano muratori di professione) provvedeva al resto.

Già nel 1969 uno di loro, Egidio Olia, diventò addirittura sindaco. Ormai l’integrazione era completata.

In questo libro una parte è stata curata dalla ricercatrice Daniela Carrara, che si è occupata di statistiche e aspetti sociali legati all’immigrazione.

Noi abbiamo curato tutta la seconda parte, intervistando gli anziani dell’Associazione Veneti, facendoci raccontare del loro arrivo, dei primi tempi qui, delle loro sofferenze ma anche di qualche episodio curioso…

E’ stato come aprire i bauli delle nonne, ci diedero tante foto dell’epoca, ricostruendo davvero un cammino lungo e faticoso… un’esperienza umana senza precedenti; spesso dopo le prime titubanze, gli intervistati iniziavano a raccontare come fiumi in piena….come il Po, in quegli anni così duri.

E così i loro ricordi son diventati parte dei nostri… come di quella signora Giuseppina che per problemi logistici intervistai al telefono… subito pareva di corsa, poi però le venne in mente qualcosa in più, e mi disse: Orco can speti che spengo la tele!…e il bello è che normalmente parlava benissimo il piemontese, ma per le esclamazioni… quanto bene rende il dialetto veneto! ^^

e poi, dopo una mezzora di chiacchere, disse qualche altra esclamazione perché aveva su la marmellata di fichi… andò a spegnere il fuoco sotto la pentola, e fu quella volta che riuscii a farmi dare pure la ricetta! 😀

Annunci

2 thoughts on “Non solo Piemonte… dedicato a Terry!

  1. Orco can vecia!!!!… grassie per la dedica!!! :)))… che bello vedere e leggere del legame che unisce le nostre terre!
    Mi piacerebbe leggerlo questo libro. la storia insegna sempre ed è ancor più interessante se legata ai nostri avi…alle nostre terre e genti!
    I veneti son stati emigranti “per manodopera” in altre regioni, per bonifiche….sia in Sardegna ed anche nel Lazio… e lì rimasero… creando comunità che sembra a tutt’oggi parlino ancora il veneto! ….mi piacerebbe approfondire la cosa cmq… anche attraverso quello raccontato dalle persone nel libro che citi tu!… trovo poi affascinante ascoltare i nostri “veci”….avevo un “vecchio amico” di panchina….si metteva vicino a casa mia a leggere il giornale con il suo cane…ed io all’inizio mi fermavo per salutare questo meraviglioso pastore tedesco….poi ho iniziato a chiaccherare con questo signore…gli anziani all’inizio sembrano non aver molta pazienza….magari pensano che siamo solo scocciature, che c’è poco in comune o che non siamo interessati….ma poi se vedono che hai voglia e curiosità nell’ascoltarli, che capisci…che “senti” e apprezzi quel che han da dirti…allora diventano fiumi in piena….sembra che una volta trovate le orecchie giuste…. trovino l’entusiasmo e la voglia di lasciare traccia delle loro esperienze, avventure, gioie e dolori a qualcuno….la voglia di tramandare…di farsì che non tutto il loro “sapere” sia perso!
    Adoro ascoltarli… sentirli! 🙂
    cmq grazie per il post mia maestra piemontese ;)))
    p.s: quando ci lasci anche a noi la ricetta della marmelata di fichi???;)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...