Galuparìe · Tradission

Focaccia di Chieri

Il marito giornalista qualche anno fa era riuscito a farsi dare le indicazioni per fare la focaccia di Chieri in casa. Ogni panettiere e ogni pasticcere ha la sua versione, e ogni goloso ha  pure il suo fornitore preferito e ci sono lunghe diatribe su quale sia la migliore.

Questa ricetta, fornitaci  all’epoca da Luigi Berruti del BarGiglio  ha retto il confronto con una fatta in pasticceria (non ricordo quale) a una merenda del catechismo… nessuno credeva che fosse stata fatta in casa, e non è per vanto, io mi sono solo limitata a seguire le indicazioni!  e diverse prsone che han già provato, confermano che …ci siamo! ^_^

Focaccia di Chieri

1 kg di farina 00 debole per dolci, a basso tasso di glutine
150 g di latte
300 g di burro
15 g di lievito di birra
10 g di sale
acqua q.b. per ottenere impasto morbido ma non liquido

Esecuzione semplicissima: si impasta il tutto. Si lascia lievitare per un’ora, coperto, a 25-30 °C, poi si taglia e si stende sulle teglie: quindi si lascia lievitare per altri 40 minuti, si spolvera di abbondante zucchero semolato e si inforna a oltre 280 °C per mezzora circa (per quelli di casa, mettetelo a temperatura massima possibile). Io ho usato un “colpo di grill” per caramellare ulteriormente lo zucchero. Se usate la carta forno occhio che in questa fase è facile che si incendi 😉

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9 thoughts on “Focaccia di Chieri

  1. a casa nostra è sempre aperta la questione se sia più buona la focaccia di Chieri o quella di Susa, molto simile.
    Va da sé che voto per quella di Chieri, di cui esiste anche una versione alla Nutella…

  2. ma io ti faccio un monumentooooo! 😀
    Devo assolutamente provare a farla. Io vado matta per la focaccia di Savio 😛

    1. tra l’altro stavo rileggendo la ricetta e vedo che va infornata a temperature piuttosto alte. Io ho il pizza express della Ferrari e secondo me verrà una meraviglia. A casa non aspettano altro che io la faccia! 🙂

      Ho una domanda: burro morbido a temperatura ambiente o fuso? L’hai unito subito o dopo? Io in genere il burro lo unisco morbido a questo tipo di lievitati e solo dopo aver formato già la palla… hai impastato a mano o con la planetaria? ok domande finite 🙂

  3. Bella questa ricetta tipica… le più ostiche da riprodurre!!!
    fortunella ad aver avuto la ricetta ad hoc!:)
    posso rubertela… mi fà troppo voglia!:)
    ciao carissima!

  4. Fatta! Credo ci scriverò un post con le mie osservazioni. Alla fine io ho usato troppa acqua XD e ho dovuto aggiungere altri 100 g di farina.

    Vorrei però sapere a che temperatura l’hai cotta tu nel forno di casa? La maggior parte dei forni casalinghi non supera i 250 gradi e io la stavo bruciando… quindi credo si possa rimanere sui 220 gradi statico (200 se ventilato). Ho abbandonato l’idea del fornetto con pietra refrattaria per questioni di spazio, temevo che gonfiandosi mi toccasse la resistenza.

    Poi c’è la questione aromi, secondo me qualcosa c’è. Io ho usato arancio + mandarino + vaniglia ed è rimasta piacevolmente profumata 🙂

    In ogni caso, anche se l’ho cotta a temperatura troppo alta e ad un primo assaggio m’è sembrato di addentare un torcetto, il giorno dopo si è poi ammorbidita 🙂

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