Galuparìe · Tradission

Baklawa, ricordi di viaggi…

Le origini dei baklawa sono difficili da stabilire, se le contendono in diversi paesi. Io ho mangiato i miei primi baklawa durante una sosta a Casablanca, mentre mi recavo in Mali. Per ritrovarli poi con gioia nei negozi arabi di Porta palazzo a Torino, dove mi son fatta spiegare il procedimento! ^_^ Pare che alcuni documenti storici antichi ne attestino i natali in quel di Damasco, ma chissà! Sono dolci tipici dei paesi arabi e del Medio Oriente, con versioni diverse a seconda della zona, ma con una caratteristica comune: se iniziate a mangiarli, non smettete finché non ne resta una sola briciola e il loro sughetto libidinoso vi scorre giù per il mento, per i polsi…..e pensate alla bilancia e ve ne fregate, impavidi…. ehm..ho reso l’idea? Scherzi a parte ( ma chi scherza?^_^) la croccantezza della pasta appena la addentate e la morbidezza dei sapori speziati, burrosi, e il profumo che si sprigiona ne fanno un’esperienza sensoriale davvero unica!

Baklawa

una decina di fogli (almeno) di pasta phillo
burro fuso, un 150 g, meglio ancora se trovate o avete voglia di fare il ghee, ovvero il burro chiarificato.
Frutta secca mista: io ho usato mandorle a lamelle e tritate,e pistacchi.
Miele, 200 g circa
zucchero,70 g
succo di due arance
succo di un limone
chiodi di garofano macinati
un pizzico di pepe bianco
un pizzico di cannella in polvere

Spennellate con il burro ogni foglio di pasta usata.
formate degli strati pasta/frutta secca.
Finite con strati di sola pasta spennellata, spennellate anche l’ultimo strato. Io qui ho fatto pochi strati perché avevo usato la pasta anche per altre cose e non ne avevo più disponibile, ma abbondate pure! Poi fate delle incisioni (consiglio a posteriori, fatele fino in fondo fin da subito!) per segnare dei triangoli di circa 6 cm di lato, e infornate a 170-180 per tre quarti d’ora

Quando è quasi cotto, in un pentolino fate lo sciroppo unendo tutti gli altri ingredienti. Sfornate e con un cucchiaio versate nei tagli in modo uniforme lo sciroppo ben caldo, lasciate qualche ora ad assorbire, e separate definitivamente i triangoli..
Impilateli alla meno peggio, evitando di sberliccarvi le dita a ogni pezzo, che tra miele e spezie è una tentazione, e poi non ne restano più per gli ospiti!

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9 thoughts on “Baklawa, ricordi di viaggi…

  1. wowwww ne ho sentito parlare tantissimo! che belle e che brava sei stata!!!!! non conoscevo il tuo blog ora lo metto nei miei preferiti è davvero molto interessante! a presto Ely

  2. Che meraviglia la baklava… io l’ho provata sia in versione “balcanica” che “araba”…sempre deliziosa… mi paice questo dolce vagabondo che si trova dal marocco alla grecia, alla turchia fin su sui balcani….chissà dov’è nato realmente!
    il bello del bacino mediterraneo!…come il couscous che ha viaggiato in sicilia!:)
    Ho appena preso un bel libro della collana “il lettore goloso” ed. Ponte alle Grazie… si chiama “la cucina moresca” … scritto da una coppia di chef, marito e moglie, che a Londra hanno aperto da un pò di anni un ristorante chiamato il Moro! In Inghilterra chan pubblicato vari libri, tutti con foto bellissime etc… qui in Italia, il primo è stato appunto tradotto e pubblicato in questa collana, non ci son foto …ma devo dire che quel mi prende son le ricette e la storia di questa cucina, dei mori…questa cucina che comprende Spagna e Nord Africa…e lega storia e culture! affascinante!:)

    beh ora che smetto di annoiarti!
    un abbraccio!

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