Mangé · Tradission

Sòja, tàpari e formagg ‘d crava..

Capperi! è un’espressione utilizzata per esprimere stupore, meraviglia, ma poco ha a che vedere con il cappero culinario, pare sia semplicemente un eufemismo per non pronunciare altra esclamazione con ugual sillaba iniziale!

In realtà in diversi dialetti il cappero entra nei modi di dire…

in piemontese, riprendendo le espressioni ehm…colorite… va a rappresentare gli attributi maschili in

Gonfié, rompe ij tàpari….   non credo necessiti di traduzione, ahahah..

Facendo una ricerca online ho trovato questo interessante modo di dire, sul sito manfredonia.com, cito testualmente:

“Rumanì de cüle a chiapparïne = Rimanere senza risorse economiche in situazione di estrema precarietà. I capperi si raccolgono su balze scoscese, in luoghi impervi e pericolosi da raggiungere. Se succede un inconveniente mentre si è intenti nella loro raccolta, si rimane in bilico ed è difficilissimo che qlcn venga in soccorso sull’orlo del precipizio. Insomma attraversare un momentaccio!”

Anche qui, la traduzione letterale è facilmente intuibile, e in effetti rende perfettamente l’idea! ^_^

Cosa sono i capperi in realtà? sono i boccioli della Capparis spinosa, ed è per questo che bisogna attendere il momento giusto per la loro raccolta! si conservano poi sotto sale o sotto aceto e si utilizzano per insaporire carni, pesci o anche la pasta. E’ usanza delle isole Eolie utilizzarli nelle insalate, e siccome di insalata oggi si parla…eccoli qui! Io utilizzo quelli sotto sale, sempre ben risciacquati, perché non tutte le preparazioni si prestano all’aroma dell’aceto.

Insalatina di soja, rucola e capperi al miele con ricotta di capra

Non sto a darvi delle dosi, ve la spiego, poi voi seguite i vostri gusti e il vostro estro del momento ^_^ . E’ davvero molto semplice, però servono ingredienti di qualità perché il risultato sia ottimo.

Per iniziare, lavate bene e asciugate dei germogli di soia e della rucola, possibilmente da coltivazioni bio. Lavate, asciugate e tagliate a fettine un gambo di sedano rosso (ne avevamo parlato qui) . Mettete i capperi (io utilizzo gli Igp di Pantelleria, belli piccini e saporitissimi!) a bagno in acqua fredda per una mezz’ora, in modo che rilascino il sale… e poi unite il tutto: soja, rucola, sedano e capperi. Tutto qui. Anzi, no! Procuratevi una ricotta di capra. Io ne ho trovata una da produzione biologica che arriva da un allevatore toscano. Vi dirò che non è buona…di più, potrebbe far cambiare ragionevolmente idea a chi sostiene di non amare i formaggi di capra! Il tocco finale? Sull’insalatina, versate un mix fatto con: un cucchiaino di olio di oliva, due cucchiaini di miele di ciliegio, un cucchiaino di aceto di miele (sì, mIele, non mele), un nulla di sale, mentre sulla ricotta fate colare solo del semplice miele.

Bon aptit!

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7 thoughts on “Sòja, tàpari e formagg ‘d crava..

  1. Che bella quest’insaltina, preannuncia sapori estivi! sarà che il cappero lo associo al mare e all’estate…a quando da piccola, cresciuta sul litorale Tarantino andavo con papà lungo gli scogli e raccoglievamo di tutto…capperi compresi….fichi dai meravigliosi alberi… io inseguivo le lucertole…ah che bei ricordi!!! 🙂
    mi voglio far questa bella insalata!
    🙂
    baci
    Terry

  2. anche da noi crescono i capperi: si trovano sui muri ben esposti al sole, e in passato c’era chi li raccoglieva prima che i boccioli si aprissero nel loro magnifico fiore

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