Mangé

La focaccia di Giuseppe

Eh… in questi ultimi anni in più occasioni mi son trovata a valutare ricette e procedimenti per ottenere “la miglior focaccia (o pizza) possibile”…

In effetti pare quasi che 1. se non hai un’impastatrice, o planetaria, o similari: difficilmente la focaccia riesce 2. se non hai la manitoba, difficilmente la focaccia riesce. 3. se non hai il fornetto Ferrari, difficilmente la focaccia riesce 4. se non hai la pasta madre, difficilmente la focaccia riesce. 5. se non segui le lezioni sulla maglia glutinica dei guru del web, difficilmente la focaccia riesce…. 6. se non hai provato almeno una volta le ricette di un certo Gabriele Bonci (che farà la stessa fine di DeRiso, Montersino, ecc..dimenticato in onore del nuovo ospite televisivo!), difficilmente hai idea di come dovrebbe riuscire una focaccia…

…continuo? 🙂

Ordunque, mio suocero Giuseppe ha 85 anni, ha passato praticamente tutta la sua vita in mezzo alle farine (in un mulino suo e prima ancora presso altri) e ha sempre avuto la passione per la panificazione, per le focacce, per gli gnocchi, la pasta fatta in casa…. Ha sempre impastato a mano (ancora oggi), non usa né lievito madre né licolì, l’ultimo tamagochi venuto di moda…non ha la più pallida idea di chi sia questo Bonci, che potrebbe esser suo nipote, e non frequenta il web.

Ma la sua focaccia è perfetta, e…quindi?

E quindi ci siamo fatti spiegare come la fa, ovvio! ^_^ E dopo averla provata in versione classica, ho voluto provare a variare un po’ sul tema…

La spegazione è la sua.. riportata a mo’ di appunti, presi al volo..

Focaccine di Giuseppe plurigusto

250 ml di acqua

1 lievito di birra (25 g, io ne ho usati la metà per problemi miei con i lieviti)

farina 00: quanta ne prende l’acqua

sciogliete il lievito nell’acqua, impastate con un cucchiaio di olio, (aggiungendo farina fino a ottenere una consistenza adeguata), ungete una ciotola con un cucchiaio di olio, metteteci la pasta, coprite con un panno e mettete a lievitare per un’ora (io un’ora e mezza avendo ridotto la dose di lievito).

Poi si rempasta, e poi si stende sulla teglia, e di nuovo a lievitare per 20 minuti. Poi si fanno i buchi con le dita, si copre la teglia con un panno umido, e di nuovo a lievitare un’ora. Dopodiché si cosparge di sale e olio e si inforna a 200 °C

Prima della seconda lievitazione ho tagliato delle focaccine di diametro 10 cm, prima dell’ultima lievitazione io ho farcito con:

pomodoro e olive

scamorza e melanzana grigliata (io l’ho scottata in una antiaderente)

pomodoro e acciuga

stracchino e rucola

pomodoro e peperoni (arrostiti) con origano

e ai 3 formaggi: stracchino, fontina, provolone (ne avevo messo in abbondanza, ehehe, si vede?)

la masca vi consiglia anche:

carne all’albese alla maniera di Chieri

pane morbido alle noci

panini allo yogurt

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16 thoughts on “La focaccia di Giuseppe

  1. Finalmente qualcuno che mi dice che posso provare a fare una focaccia senza sapere e conoscere personaggi illustri o avere la madre in casa che deve essere curata piu’ di un figlio!
    GRAZIE!
    provo!
    ciao

  2. Guarda che non ho nulla contro il lm, anzi mi dichiaro costituzionalmente incapace di curare un tamagochi, probailmente è un problema mio di tempo e testa (in effetti figlia marito e gatta mi risucchiano!) mentre per i guru eh….ecco, sì stesso fastidio…. ma il discorso è più rivolto alle mode, non ai veri esperti (che…tanto di cappello!), le mode che vogliono che tutte le madame del web diventino chissà che tipo di panificatrici pizzaiole solo se prima impazziscono, appunto, dietro a tremila tipi di pieghe, e ventimila lievitini… che poi il bello è che si sentono davvero tali, e che imparato un procedimento e deciso che è la pizza della loro vita solo perché il figone di turno l’ha proposta alla nota trasmissione dell’ora di pranzo, tempo un annetto (nuovo cast) e si ritrovano a dover smontare tutte le certezze perché il nuovo esperto pizzaiolo ha un procedimento del tutto diverso. E lo fanno, eh, lo fanno davvero… beh… tra farine e farinette preferisco ancora sperimentare con la mia testa farinella^_^

  3. E’ proprio vero cio’ che dici nell’introduzione del tuo post.Le vere star della cucina non sono celebrita’ televisive.
    Mode e capricci non sostituiscono certo le tradizioni..
    Un bacione

  4. Mi sono divertita a leggerti,in effetti per molti è proprio some tu hai descritto chiaramente,ad avercelo un Giuseppe a cui attingere a piene mani i segreti di cucina dei tempi passati.
    Io questa focaccia la voglio provare,magari con il mio lm.
    Ciao 🙂

  5. Tesoro caro…non posso che applaudire il tuo post… verissimo quello che dici… il punto 4 mi ha fatto scompisciare… e poi è così… tutti sti chef famosi, che saran anche bravi sicuramente diventano moda a periodi… ed è lì il brutto….che anche se bravi davvero…al posto di esser apprezzati per vera bravura e durar nel tempo, lo sono solo (o quasi)per lo spazio di fama in passaggi a video o tam tam mediatici che poi nascono ma che che prima o poi passeranno ad altri!
    cmq io… non ho planetaria…non seguo corsi etc….e vorrei proprio provarla sta focaccia che secondo è davvero unica e speciale!:)
    bacioni!

  6. @maria, vedessi come fa gli gnocchi, e le tagliatelle… un rito! qui nessuno ci prova a farli, se c’è lui!

    @terry …cuochi come veline? eh… hanno solo da non accettare. Se son bravi, non han bisogno di andare in televisione. Se son avidi…fatti loro, e di chi alimenta questo business.; -)

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