Galuparìe · Vegetariano

Ehi, tigre…!

Ogni tanto capita di sentire questa esclamazione, da queste parti… è il padrone di casa che “sfida” la gatta, e lì inizia il gioco, una finta lotta dove non si capisce chi dei due si diverta di più ^^ , ma almeno son divertimenti innocui, quelli…a parte qualche graffio, lui non rischia molto. E la micia fa un po’ di movimento al posto di ronfare tutto il giorno come suo solito…

quando non fa finta di studiare, ovviamente…

torniamo alle tigri… da un po’ di tempo è abitudine da queste parti preparare le torte per le feste a sorpresa delle amiche di mia figlia. Quelle amiche amiche, e sono un gruppo “scelto”…per fortuna 🙂

In realtà mi ci diverto, e capita anche, come stavolta, che la festeggiata non abbia gusti particolari, ma …solo uno smisurato amore per le tigri… e siccome il caso vuole  che ultimamente la tigre che è in lei è un po’ sopita dietro una coltre di timidezza, mia figlia ha avuto questa pensata… e io ho trovato il modo di realizzarla… insieme siamo pericolose ^_^

Torta tigre

La ricetta della torta, leggermente modificata, è stata presa da qui, e vi consiglio di andare a vedere le foto del procedimento per farvi un’idea… pare difficile, ma è solo una questione di pazienza per la distribuzione dell’impasto 🙂 E’ diffusa in rete come torta “zebra”, ma ha funzionato perfettamente anche per la tigre!

4 uova grandi a temperatura ambiente

220 g di zucchero

250 ml di latte a temperatura ambiente

250 ml di olio di semi

300 g di farina

Essenza di vaniglia

1 busta di lievito

2 cucchiai colmi di cacao amaro in polvere

montate le uova con lo zucchero fino a renderle bianche e spumose. Unite nell’ordine il latte, l’olio, l’essenza di vaniglia e la farina setacciata col lievito. Suddividete in due parti il composto, e a una unite il cacao e un cucchiaio di latte.

ungete e infarinate uno stampo da 24 circa (io ne ho usato uno da 26, ma son aprtita da 5 uova aumentando tutte le dosi di conseguenza). mettete al centro un mestolo di composto chiaro (o due, o tre cucchiai, dipende se volte le strisce più larghe o più sottili, e da quanta pazienza avete!). Poi, al centro di questo, pari quantità di composto scuro, poi, al centro di questo, pari quantità di composto chiaro, e via così, fino a esaurimento dei composti…o vostro ^_^

Non fermatevi ad aspettare che il composto si allarghi sulla teglia e non muovete la teglia per distribuirlo, continuate a versare l’impasto sempre al centro,  si stenderà da solo, gradualmente.

Infornate a 180°C per 40 minuti circa. Lievita molto al centro, poi si riabbassa… credo sia normale, perché tutte le versioni che ho visto in rete han quella forma lì 🙂

La coda della tigre è un semplice rotolino di marzapane, dipinto con i coloranti liquidi. La placchetta (molto kitsch, vero? :-D) è di ghiaccia reale dipinta con coloranti liquidi e pennarelli alimentari. Ho spennellato la superficie della torta con un po’ di gelatina (quella semipronta da crostate, per capirci) per rendere il colore più brillante, in sintonia con la coda 🙂

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13 thoughts on “Ehi, tigre…!

  1. Ma è fantastica! Siete pericolose in due, sì sì!
    Bellissima la realizzazione… in effetti è solo questione di pazienza.
    E la placchetta sarà pure kitsch come dici tu, ma l’augurio che reca è un bel pensiero per un’amica un po’ giù.
    Brave, Madame e Madamin!

  2. sensazionale! se non fosse per il colore che resterebbe smorto…pretenderei una torta “leone”.
    siete magiche tutte e due (del resto,per quanto concerne Gaia,lei è l’ovvia, positiva dimostrazione al detto “la pera non cade mai distante dalla pianta”) 🙂

    1. attenta a te che inizio a studiarci su!! 😉
      pera…ehm…. vorresti dire che somiglio sempre più a una pera….???? avevo la sensazione, eh?….ma speravo non si vedesse così tanto °_°

      se riesce, stasera in pizzeria, la mia complice fa una foto della fetta! 😉

  3. Mi piacerebbe vedervi a te e tua figlia assieme …all’opera!!!
    che stupenda sta torta, davvero originale e creativa!!!…e splendida pure la tigrotta pelosa!!!

    1. io spezzerei una lancia anche per il marito, che nella “brigata di cucina” capitanata da Madama svolge l’onorevole ruolo di commis/lavapentole

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