Ciaciaré · Mangé · Vegetariano

Pitigliano…

è uno dei posti più belli dove siamo stati abbastanza di recente, in Italia.

Di posti belli in Italia ce n’è a bizzeffe, è difficile stilare una classifica, però questo ci ha particolarmente affascinati, ed è un posto dove tornare ogni volta che ce n’è l’occasione…

Che cos’ha di speciale?  Beh, che ne dite?

Sorge su uno sperone di tufo, in provincia di Grosseto, le case sembrano scolpite nel tufo sopra quegli strapiombi mozzafiato… diciamo che io soffrendo di vertigini me li sono goduti più dall’altro lato, arrivando dalla strada, che non da sopra, guardando giù ^^.

Il centro abitato riprende le caratteristiche di un borgo medioevale, ma una caratteristica particolare è la presenza di una comunità ebraica particolarmente numerosa, con una sinagoga e un cimitero ebraico.

Ovviamente non possiamo andare in un posto senza prestare particolare attenzione ai cibi… e in questo caso anche ai vini: abbiamo fatto scorta di Bianco di Pitigliano DOC e di Vignamurata,  oltre che Morellino e di salumi di cinghiale.

A Pitigliano ho mangiato per la prima volta i pici, tipica pasta toscana, alla Magica Torre, e ogni volta che li faccio, mi viene voglia di tornare là… ^^

Il nome “pici” deriva da “appiciare”, cioè arrotolare sulla spianatoia. Infatti per prepararli a mano, si taglia in striscioline una sfoglia piuttosto spessa anche oltre il mezzo cm, e si arrotola ogni striscia facendola appunto rotolare con i palmi delle mani sulla spianatoia.

Pici all’aglione (o all’agliata)

400 g di pici

500 g di polpa di pomodori, possibilmente freschi

8 spicchi di aglio

olio di oliva EV

peperoncino sminuzzato: due cucchiaini

qualche goccia di aceto

un cucchiaino di zucchero

sale

schiacciate grossolanamente l’aglio e fatelo imbiondire in 4 cucchiai di olio: attenzione a non farlo bruciare!

Aggiungete il pomodoro, lo zucchero, l’aceto, il peperoncino, e fate cuocere il tutto per una decina di minuti. Aggiustate di sale e tenete in caldo.

Nel frattempo fate cuocere la pasta in acqua abbondante. Scolatela al dente, e fatela saltare nella padella insieme al sugo. Guarnite ocn scaglie di pecorino toscano DOP

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4 thoughts on “Pitigliano…

  1. Caspita che bella escursione turistico-gastronomica ti sie fatta!
    Io l’appellativo della pasta lo darei a chi non la mangia! Ihihihi….
    E Pitigliano (che non conoscevo)… come si dice in questi casi? Sembra un presepe!

    1. eh, sì, il nome si presta…. a vari usi! ^^
      Pitigliano è carinissima… un gioiellino, e come tale un po’ ostica da raggiungere, strada da fare senza fretta, ecco… ma ne vale la pena, e soprattutto vale la pena fermarsi a cena, per godersela illuminata, come nella foto!

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