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Le insidie del web e la Tarte Tatin

Mi ricordo una delle prime cose che mi dissero di Internet: è una fonte di informazioni preziosa, ma solo se sai distinguere le informazioni dalle fregnacce.

Sante parole. In effetti basta navigare un po’ a vista per imbattersi in queste ultime… come ci si può difendere? Non si può, semplicemente bisogna farci l’occhio, e individuare quali sono le fonti più attendibili. I blog a mio parere (mi farò dei nemici? può darsi, e pazienza) sono fonti “a rischio”, nel senso che non c’è alcun controllo, ognuno può scrivere ciò che vuole nel proprio spazio, e l’attendibilità è strettamente legata all’onestà intellettuale di chi scrive. Questo è uno dei motivi per cui inserisco le fonti su cui faccio ricerca e cerco sempre di motivare ciò che scrivo. Altra palude sono i forum. I forum normalmente non sono o meglio non dovrebbero essere dei pantani anarchici dove chiunque può dire la qualunque. Dovrebbero essere “gestiti”… Tempo addietro ne frequentai alcuni, e un grosso problema in cui mi imbattei (nn l’unico, ma quello che più mi ha colpito) è proprio quello della correttezza dell’informazione. Mi spiego meglio. Io, cuoco imbranato, cerco una ricetta. Trovo un forum dove me la spiegano. La eseguo. Viene una ciofeca. Oppure la eseguo, mi riesce pure decente, ma quando la offro agli ospiti scopro che non ha niente a che vedere col nome che porta, e ci faccio la figuraccia… e va beh, capita, no? Altra cena, torno sul medesimo forum,…altra ciofeca… punto, non ci torno più. Perché il gestore di un forum non dovrebbe avere interesse a controllare ciò che vi viene scritto? Menefreghismo, ignoranza, disonestà intellettuale, interesse economico (gioca sui grandi numeri per vendere la pubblicità, ad esempio…)..mancanza di tempo? Non farlo, allora!

E senza essere necessariamente imbranati, ci si accorge in fretta se i contenuti sono gestiti in modo superficiale, solo per far quantità a discapito della qualità, a discapito dell'”informazione”. Allora, se non te ne frega di informare, se non te ne frega di essere letto, e non hai nemmeno interessi economici,chiudi e fatti un salotto privato, no? Di chi è la responsabilità intellettuale di tutto ciò? Di chi un forum lo gestisce. Può capitare che un utente qualsiasi, poco esperto in cucina, abbia scopiazzato una ricetta scorretta (nelle dosi, nel procedimento, nel titolo fuorviante, ecc) in buona fede. Ma se ingenuamente la posta, starebbe all’admin o prima ancora ai moderatori, fargliela correggere, o aggiungere le osservazioni necessarie a mettere in guardia chi volesse cimentarsi nonostante tutto. Ed è qui che casca l’asino, cioè il moderatore. Perché uno dovrebbe diventare moderatore di un forum tematico quando e solo quando è particolarmente esperto in materia, e non perché non ha un tubo da fare se non stare tutto il giorno connesso a spiare chi si logga o chi non si logga, e va avanti di “sissignore” all’admin… Non cucini, ma fai il tornitore? Vai a moderare un forum meccanico, non un forum di cucina, no? Purtroppo questo tipo di selezione non avviene quasi mai. E i forum si riempiono di castronerie culinarie, roba da ridere, non fosse che sugli strafalcioni c’è poco da ridere, e in qualche caso si rischia di buttare pure via la roba…

A parte che ho beccato proprio oggi il sito di due sedicenti chef esperti in catering, che nel loro menu propongono: “Voule-vant misti” , “Quiche l’oraine” e, tenetevi forte…”Mini tatin al rockfort”…   Allora io non dico che un cuoco professionista debba conoscere le lingue, ma il nome degli ingredienti, e del piatto che vi propina sì, per la miseria. Almeno le cose con cui hai a che fare ogni giorno della tua vita, possibile??? Sulle prime penso che sia una parodia… vado sul “chi siamo”, e trovo: “opera nel settore alimentare da 40 anni, con un servizio a 360° che va dalla produzione alla commercializzazione”.. 40 anni???????

Ragazzi, ridiamoci su…possiamo stare tranquilli, perché dicono anche “I nostri prodotti sono di grande qualità e ne è una dismostrazione il marchio CEE che assicura a tutti inostri clienti il più alto livello di sicurezza.” Siamo sicuri, insomma, nelle loro mani…^_^

Fatte queste considerazioni, vi propongo una ricetta che spesso è oggetto della malainformazione di cui sopra. Siccome ha un nome che fa figo quando la porti in tavola, prima o poi tutti la fanno, ma in pochi si pongono il problema, visto che non è una ricetta italiana, e per di più è una ricetta tradizionale, di andare a fare una ricerchina anche solo su Google, per trovarne l’esatta preparazione, e un minimo di storia. E così si improvvisa, su tutto tranne che sul nome: Tarte tatin… fatta spesso con le mele sbagliate, e quasi sempre con la pasta sbagliata….ma nessuno che la chiami: sfogliata alle mele, no.. sfogliata alle mele fa tanto panetteria, chiamiamola tarte tatin e ce la tiriamo… così chi trova il topic con Google si piglia una cantonata pensando di realizzare la vera Tarte Tatin

E’ pur vero che l’indicazione “tatin”, che è poi il nome delle sorelle che le diedero i natali, indica ormai qualunque tipo di preparazione “rovesciata”, in cui il ripieno viene solitamente glassato o caramellato, ma sarebbe corretto utilizzare proprio solo “Tatin”, riferito alla procedura, se cambiano ingredienti, o soprattutto il tipo di pasta rispetto alla “Tarte”.

La Tarte Tatin (dove Tatin è maiuscolo perché un nome di persona) nasce a Lamotte Beuvron , dove Caroline e Stephanie Tatin (1838-1917) gestivano un albergo ristorante.  Stephanie, che delle due era l’esperta in cucina, faceva una meravigliosa torta di mele, che le veniva commissionata a ripetizione… vuoi per la fretta, vuoi per la confusione di un giorno in cui il locale era affollato, preparò la teglia imburrata e vi distribuì le mele senza metterci prima la base di pasta briseé. Tempo di accorgersene le mele avevano iniziato a caramellare. Non si perse d’animo, estrasse la teglia, vi stese sopra la pasta e infornò nuovamente. Una volta cotta, girò la torta su un piatto riportando così le mele in bella vista: fu un successone 🙂

Tarte Tatin

6 -7 mele renette (sono la varietà più adatta perché tiene meglio la cottura, van bene anche le Golden)

80 g di burro

200 g di zucchero

cannella in polvere

per la pasta:

200 g di farina

80 g di burro

4 cucchiai di latte

un pizzico di sale

Preparate la briseé, formate una palla e riponetela in frigo. Fate leggermente caramellare sul fondo di uno stampo diametro 26 lo zucchero con il burro. Spolverate con un po’ di cannella e spegnete il fuoco. tagliate le mele a fettine, sbucciatele e disponetele sullo zucchero coprendo bene tutto lo spazio. Fate ancora cuocere per dieci minuti sul fuoco basso. Accendete il forno a 180°C, stendete la pasta e ricoprite le mele, cercando di chiuderle anche dai lati in modo da formare un bordo. Infornate e cuocete fino alla doratura della pasta (circa mezzora). Lasciate raffreddare un quarto d’ora circa prima di girare la Tatin su un piatto da portata. Dividendo il tutto per sei vengono delle graziose Tarte Tatin monoporzione, come ho fatto io, che potete servire con del gelato alla vaniglia, o della panna fresca montata.

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20 thoughts on “Le insidie del web e la Tarte Tatin

  1. Ciao cara!concordo pienamente con quanto hai scritto 🙂 io dal canto mio provo a fare ricerche e informarmi, prima di “scopiazzare” maldestramente una ricetta, ma perché mi piacciono proprio la cucina e la cultura enogastronomica, in più sono curiosa di natura!
    A proposito di scopiazzare maldestramente..la Tatin l’ho fatta una volta ed é venuta un disastrooooo!ahah..ma ci riprovo, perché mi piace troppo!

    1. Ci sarà un motivo se ti ritengo tra le fonti più attendibili in fatto di dolci e dolcetti? 😉 La curiosità è già un ottimo punto di partenza,solo che alcuni la usano per farsi i fatti altrui e non per arricchire le proprie conoscenze 😀

  2. sospiro di sollievo… la Tatin la conoscevo “giusta”, anche se non sono sicurissima che le dosi della “mia” Tatin siano esattamente le tue, suppongo che ci sia un minimo di tolleranza, no?

    e concordo appieno su tutto. anch’io a volte mi trovo a sorridere per certi nomi di ricette quantomeno… fantasiosi 😉

    peraltro i due signori li ho trovati subito, e non ci fanno una bella figura, no. è anche vero che sin dal nome il duo non è che ispiri quel che… più che due chef sembrano una coppia di comici da avanspettacolo 🙂

    comunque tu sei un po’ cattivella 😉
    ti si perdona solo perché la tua Tatin è bellissima.

    1. beh che le dosi si trovino variate da ricetta a ricetta è normale, ritengo siano in pochissimi a conoscere le dosi utilizzate da Stephanie, e come piatto tradizionale credo che ogni famiglia francese abbia una propria versione. Però alcuni punti fermi restano… altrimenti è come se uno volesse fare la bagna càuda usando lo scalogno al posto dell’aglio…:-D
      cattivella? no, sono solo un po’ intransigente con certe categorie di persone. 🙂 e non ce l’ho con gli inesperti entusiasti, eh? ce l’ho solo con chi agisce in malafede 😉

  3. ahhhh anche io ho la versione giusta della Tatin :-))) però di castronerie ce ne sono in giro tante e ne ho anche provate e rimangono castronerie :-))))

  4. cara Norma la tua Tatin mi ha incantato,ha un aspetto così raffinato….Per quanto riguarda le castroneie di quel duo (dal nome vagamente cabarettistico) concordo con Gaia…. stendiamo un velo pietoso…da come si presentano non mi farei allestire da loro nemmeno un pic nic nell’androne del condominio….Buona serata, un bacione

    1. Beh guarda da quelli ci son capitata per caso e mi han dato lo spunto per brontolare un po’! 🙂
      pic nic nell’androne del condominio? bella idea… qui son tutti vecchietti, ma chissà…. 😀

  5. Ricordo che al liceo per una relazione sul giovane Holden una mia compagna citò Baricco spacciandolo per Puppi86 perchè su internet aveva trovato la suddetta citazione mandata da quella persona -_- da allora prendo sempre tutto con le pinze quindi come non concordare con te?
    la tatin però è splendida =)

  6. La caoisco la tua indignazione, Norma. Tu fai “informazione” in un certo senso quindi comprendo che sembri tutto un po’ abbaozzato spesso il modo di scrivere una ricetta.
    Spesso però nei blog si interpreta, si rivolta, si osa. L’importante è non avere la caparbietà di asserire che quel che si scrive sia preso direttamente dalla Bibbia.
    Il tuo blog è molot bello per questo: c’è il taglio semigiornalistico, c’è la ricerca, c’è la fonte accreditata… quindi, ripeto, capisco cosa tanto ti infastidisce…
    A proposito… ho postato dei Cnodel se ti interessa… 😀

    1. Hai ragione, ma infatti io dico che i blog sono a rischio proprio per questa loro natura, ma è “normale” che sia così, e basta la buona fede del singolo che si espone in primo piano e ci mette spesso la faccia ( e il nome :-D), mentre da un forum gestito mi aspetterei più serietà e professionalità, perché se metti su un forum con tutto quello che comporta e crei un’equipe, come minimo mi aspetto che l’equipe sia competente sull’argomento, e faccia da filtro alle castronerie, ma quando vedi che i mod sono i primi a postarne…;-)
      Cnodel, sì, interessano, devo finire la dieta, poi scopiazzo, intanto mi godo la vista!

  7. Grazie Gunther, avevo visto la tua ricetta: eretico sì, ma consapevole! Non è mica vietato adattare una ricetta ai propri gusti, basta dirlo! 🙂 tra l’altro avevo trovato molto interessante l’alternativa, da te proposta, con la sableé, che a me piace molto!

  8. Bella, colorata, invitante la tua Tatin!!
    Anche io conoscevo l’origine di questa torta semplice nata, come a volte succede da un insuccesso o da una distrazione come accadde per la crema ganache se non dico una stupidaggine….
    Anche io ho sentito parlare poco bene di alcuni forum …per fortuna non ho il tempo di frequentarli!!!
    Baci

  9. ricordo una tarte Tatin meravigliosa preparata da te un po’ di tempo addietro….. soave è l’unico aggettivo che mi viene d’istinto.
    Le considerazioni sul pressapochismo culinario -e relative figure barbine – mi trovano pienamente d’accordo.
    E’ molto chic citare, scopiazzare, realizzare in qualche modo e credersi grandi chefs seguendo qualche blog o forum di dilettanti poco accurati.
    evviva la precisione!
    riuniamoci sotto al titolo ” meglio uno spaghetto al pomodoro fatto bene”, che ne dici?

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