Galuparìe

Rastorine all’uva

Le ricette nascono per caso, o per un colpo di fortuna, o per…scherzo.

Già, per scherzo, e non è detto che sian ricette di carnevale!

Qualche tempo fa in redazione, siccome son tutti mattacchioni, han preso di mira una stagista. La malcapitata, che invece prendeva molto seriamente, forse troppo, il suo incarico, un giorno fu inviata presso la Osella di Caramagna per un’intervista. Prima che partisse, il redattore le disse: non dimenticarti che non fan più solo formaggi, ma hanno lanciato una linea di dolci e in particolare fanno le rastorine, quindi punta anche molto su quello, che è una novità! e se riesci cerca di filarteli per bene e portacene un sacchetto! Questa parte… e ritorna disperata… ha fatto di tutto per farsi rivelare i segreti di questo nuovo prodotto ma… era troppo segreto, al punto che le dicevano che non eran loro a fare le rastorine..!! Non so quanto abbia insistito la poveretta prima di tornare in redazione sconsolata, con il lavoro fatto a metà. Ovviamente al primo sghignazzo l’idea che non esistessero proprio le balenò nella capoccia, ma subito mio marito disse: no, guarda, ti confermo che esistono, mia moglie le fa sempre, e in particolare fa quelle con l’uva. A fronte di questa dichiarazione si impegnò a portarne un po’ in assaggio… Ancora oggi quella povera ragazza, che chissà se fa la giornalista altrove o se ha rinunciato, visti i pericoli del mestiere… si chiederà perché all’Osella tenessero in così gran segreto le loro rastorine….

Rastorine di Norma all’uva

400 g di farina metà 00 metà manitoba

15 g di lievito di birra

150 ml di latte

50 gr di burro a pomata

Un uovo

75 g di zucchero

Un pizzico di sale

250 g di acini di uva nera piccoli (va bene l’uva fragola)

Zucchero per spolverizzare

Qualche cucchiaio di latte per spennellare

Fate un lievitino con tutto il latte, 100 g di farina (mescolando prima bene i due tipi), 25 g di zucchero e il lievito di birra. Lasciate riposare una mezzora, e intanto sgranate l’uva, eliminando quanti più semi potete dagli acini.

Dopo mezz’ora circa unite alla restante farina gli altri 50 g di zucchero,il pizzico di sale, il burro a pomata e l’uovo, e unite il lievitino (sarà quasi raddoppiato e sarà schiumoso)

Fate lievitare coperto un’altra mezz’ora ,poi lavorate la pasta per 5 minuti, unitevi quindi gli acini di uva, stendete all’altezza di 2 cm circa, ritagliate delle strisce lunghe 10-12 cm e formate delle ciambelline.

Lasciate lievitare ancora una mezz’ora e infornate poi a 180° per venti minuti circa (sono alquanto irregolari, ma devono essere più “ rustiche” possibile)

Tiratele fuori dal forno, spennellate di latte e cospargete di zucchero semolato.

Annunci

13 thoughts on “Rastorine all’uva

  1. Ancora oggi cantiamo “Alla fattoria nasce la bontà… Rastorine Osella, naturalità…”

    …però è vero: siamo una bella compagine di bastardi 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...