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Moriondo e il cavolo: la Sagra… e la zuppa!

Abbiamo la fortuna di vivere in una zona collinare, dove i paesi organizzano specialmente in questo periodo, fiere e sagre per presentare al pubblico e agli operatori del settore i loro prodotti tipici… e noi ne approfittiamo oltre che per lavoro, anche per piacere, per goderci un po’ di questi paesaggi:

Da Moriondo, questa è la località di Lovencito…

Arrivando nel centro si giunge in pochi minuti al castello, quello che appartenne al nonno di Carla Bruni, della famiglia Bruni-Tedeschi

di fronte, la chiesa, e nello spazio antistante parte della Sagra, che continua poi nelle strade sottostanti… quest’anno era l’8° sagra del cavolo liscio di Moriondo!

Oltre alle bancarelle “ospiti” ci sono poi i punti vendita del cavolo liscio di Moriondo..i migliori esemplari in bella vista!

e usati anche in modo ornamentale

Qui il sindaco presentava l’ideatrice della torta di cavolo, che vedete ben confezionata per farne omaggio alle autorità presenti….e ai giornalisti ^_^

aperta appena arrivati a casa, dopo pranzo!!

Questa signora sta preparando una delle specialità della pro-loco: le frittelle di cavolo… sono deliziose…. ne preparano e ne vendono una quantità inimmaginabile, durante l’arco della giornata, e sono ogni anno sempre più apprezzate…

Ovviamente io me le son fatte anche a casa!

Insomma…. lo volete un bel cavolo?:-)

E ora vi propongo la zuppa, uno dei piatti che la pro loco ha “ideato” e che io avevo rielaborato per il libro sul paese. Così come i pes ‘d coj e l’insalata di verza

Può ricordare ovviamente altre minestre a base di cavolo, ma questa nella sua semplicità è proprio particolare, ed è tipica di Moriondo: diffidate dalle imitazioni! 😀

Zuppa di cavolo di Moriondo

1 cavolo di circa 1 kg
qualche foglia di cavolo nero
3 litri di brodo
3 patate grandi
150 gr di pancetta
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla

Tagliare il cavolo e il cavolo nero finemente, soffriggere la pancetta a dadini con carota sedano e cipolla tritati. Unire patate e cavolo, e poi il brodo, e far bollire a lungo (almeno un’ora, un’ora e mezza). Servire su pane abbrustolito.
Io l’ho servita dentro una biova (va bene anche quello che noi qui chiamiamo miccone! )svuotata, spennellando(senza inzuppare!) prima l’interno con un filo di olio di oliva.

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6 thoughts on “Moriondo e il cavolo: la Sagra… e la zuppa!

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