Galuparìe

Pare Natal! Campte giù, ch’a l’é mòrbid!

Non ci vorrebbe la traduzione, qui… chi non si ricorda la pubblicità del noto panettone: Babbo Natale, buttati che è morbido… che poi la canna fumaria del camino fosse così largo da buttarsi anziché calarsi giù strisciando lungo le pareti con la paura di restarci incastrato…mah! Ma Babbo Natale è Babbo Natale, e passa dappertutto!

Qui in Piemonte, poi, la tradizione vuole che sicreda a Gesù bambino, per i regali, e quindi è ancora più facile che passi… e un panettone morbido può essere ancora più utile, come pista di atterraggio…

Di ricette ce ne sono tante, in giro, ma quando so già in partenza che una cosa è complicata, e ci sono buone probabilità di fallimento, i miei criteri di sperimentazione cambiano notevolmente rotta scegliendo le coordinate più prudenti….dunque…ricette già ben collaudate.

Perché è vero che se hai la botta di chiulo che ti viene la ricetta più lunga, laboriosa, soprattutto più “trendy” ti senti un genio dell’alta pasticceria, ma se spatasci, crepa se non c’è subito il marito o l’amica o la suocera che ti dice: scusa ma …. e comprarlo già fatto che ce ne son di belli buoni ecc..?

A me capitò la prima volta col pandoro.. in realtà la ricetta era già collaudata, ma ero io a non essere abbastanza collaudata con i lievitati, figuriamoci con le sfogliature… poi mi incaponii e dal secondo tentativo in poi devo dire che non ho più avuto problemi.

Dunque per non sentirmi ripetere le solite tiritere dei miscredenti, col panettone ho cercato una ricetta che avesse una percentuale di riuscita inversamente proporzionale all’ansia da prestazione, ovvero ansie minime e risultato massimo.

Il problema è sempre e solo quello di programmare bene i tempi, per non finirlo di notte…! Meglio calcolare che la lievitazione lunga (del terzo impasto) avvenga durante la notte! Io poi volendo fotografarlo anche tagliato ho dovuto attendere anche il raffreddamento, e la luce era già bassina, perché oggi è tempo di neve (di nuovo, sigh!) tanto che come potete vedere la foto fatta all’interno con tanto di flash forse è ancora la più bella….se non altro trovo che sia la più natalizia, non so perché^_^  Quella fetta è sparita in fretta, e un’altra subito dopo, con una tazza di tè fumante.

Vista la quantità di uvetta, ma non solo per quello, credo, è rimasto molto umido, non ho idea di come regga nei giorni seguenti…temo non ci arriverà! ^_^

Panettone con lievito di birra (dose per un panettone da circa un chilo)


(la ricetta era di una certa Raff, che mi ero trascritta un paio di anni fa…non mi ricordo più il sito, io ho messo tra parentesi e in colore rosso le mie modifiche, per il procedimento in parte l’ho riscritto, ma è il suo, seguito pedestremente!;-) )

Primo impasto-> tempi: impasto più lievitazione fino al raddoppio: 2 ore circa

75 g di farina

8 g di lievito di birra (io 10 g)

40 g di acqua

Secondo impasto-> tempi: mezzora per l’impasto più lievitazione , 2 ore e mezza circa..

Primo impasto +

150 g di farina (90 g farina 00 e 60 g manitoba, io tutta

manitoba)

5 g di lievito di birra

45 (50) g di zucchero

2 uova intere

40 (50) g di burro

Terzo impasto-> tempi: mezzora di impasto più 6-8 ore di lievitazione + un’ora di cottura, 7 ore e mezza – 9 ore max

Secondo impasto +

300 g di farina  (180 g farina 00 e 120 g manitoba, io metà

e  metà)
120 g di zucchero
2  uova intere + 2 tuorli
un pizzico di sale

8 g di miele ( di ciliegio)
115 g di burro
150 g di  uvetta  (io 200 )
canditi misti 125 g (in parte frullati)
aromi misti : vaniglia, arancia, limone ( una fialetta da 2 ml per aroma, io ho utilizzato semi di una bacca di vaniglia, scorza di un arancia e scorza di un limone)

Primo impasto

Impastare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, come un normale impasto per pane. Mettere a lievitare fino a raggiungere il doppio del volume.

Secondo impasto

Impastare con il primo impasto le uova, la farina e il lievito di birra, lavorando bene finché non è tutto ben amalgamato e asciutto.
Aggiungere lo zucchero, e solo dopo che è  ben incorporato, unire il burro ammorbidito ( a pomata).
Lavorare l’impasto molto bene finché non diventa ben elastico, inizialmente sarà morbido e appiccicoso ma poi si stacca bene dalle pareti dell’impastatrice. Il tutto richiede circa mezzora.
Mettere a lievitare in luogo tiepido fino a raggiungere il doppio del volume

Terzo impasto

Impastare con il secondo impasto le uova intere, il miele e la farina.
Lavorare fino a che l’impasto si asciughi e prenda nervo; aggiungere i tuorli. Una volta assorbiti i tuorli e quando l’impasto e’ ben asciutto, unire lo zucchero e il sale. Quando lo zucchero e’ assorbito bene, unire il burro ammorbidito, gli aromi per ultimi l’uvetta e i canditi. L’impasto è un po’ appiccicoso ma facilmente maneggiabile.
Lasciare riposare per una mezzora l’impasto in luogo tiepido, quindi metterlo nello stampo e far lievitare fin quando l’impasto non raggiunge il bordo. Ci van dalle 6 alle 8 ore , quindi calcolate che capitino di notte….
Fate un taglio a croce sulla superficie e infornate a 180 °C per 40-45 minuti circa.
Una volta sfornato occorre farlo freddare a testa in giù, infilzandolo a un paio di cm dalla base con degli spiedi (magari mettete qualcosa sotto, casomai cadesse…:-D)

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20 thoughts on “Pare Natal! Campte giù, ch’a l’é mòrbid!

  1. Semplicemente perfetto e fantastico! Mai visto in giro un panettone home made così!
    E che ha il lievito di birra che non va???
    Io sono assolutamente convinta (magari mi sbaglio e mi beccherò mille strali) che i lievitati dolci vengano meglio con “esso” che non con il lievito madre con cui classicamente (e disperandosi tra ottomila lievitazioni) questi si realizzano…

    Un bacione Norma!

    1. Felix, non potevi esprimere meglio un pensiero che ho, fisso, ormai da tempo…. io con i “tamagochi” da frigo proprio non andrei d’accordo, e poi, parliamoci chiaro, son quei tormentoni che fanno, appunto, “trendy”, e per me è già un buon motivo, per come son fatta, per lasciarli volentieri a qualcun altro 😉

  2. bellissimo norma.
    come direbbero gli esperti, l’alveolatura è perfetta 🙂

    concordo con felix, cos’ha il lievito di birra che non va?

    insomma, super-complimenti, chapeau, mi inchino alla vostra maestria.

    a furia di vedere tutti questi panettoni mi fate venire la voglia di riprovarci…

    vade retro satana!

    1. Ecco, ho già risposto a Felix… Gaia, nessuna maestria, come ho scritto, son partita subito da una ricetta stracollaudata dall’autrice, quindi con rischi minimi. Se devo inventarmi qualcosa, sperimento con altri tipi di piatti, coi panettoni, chi me lo fa fare? 😉 manco si vincesse qualcosa 😀

  3. wow che bello! e che pazienza che hai avuto nel farlo!
    non ti dico sembra comprato se no ti offendo, ma di sicuro l’aspetto è perfetto! e sicuramante più buono 🙂

    1. beh l’aspetto va a fortuna, un’altra volta mi è venuto più sbergnoccoluto, a sto giro ho fatto attenzione che non prendesse “colpi d’aria” durante l’ultima lievitazione (ho fatto che infilarlo nel forno spento, come faccio col pandoro), mentre quella volta lì probabilmente aveva preso uno spiffero, poi il chiulo dei principianti ci mette sempre una pezza. E poi gli ho fotografato il lato “A” 😀 😀 In ogni caso, speravo facesse un po’ di sbuffo, invece è andato su dritto per i fatti suoi! :-/
      Rispetto a quelli comprati, trovo sia più umido dentro, anche se cotto direi che è cotto…però a noi piacciono quelli più umidicci, tipo quelli bassi, per intenderci, quindi non indago più di tanto sulle cause 😀

    1. nuu non è perfetto..ripeto, gli ho fotografato il lato “A” 😀 😀
      l’idea era di rifarne per regalarli, ma in effetti bisogna starci un po’ dietro (a parte la notte che o fai la veglia o per fortuna puoi dormire!) e non so se ne avrò ancora tempo e voglia… ! credo sian di quelle cose che uno fa un po’ per sfida, come la maratona di New York, una volta fatta…bon.. la cosa finisce lì… 🙂

  4. Proprio ieri mio marito,girando tra gli scaffali di un supermercato stracolmi di panettoni e pandori, alla ricerca di qualcosa senza uvetta e canditi (li odia!) mi fa: ma farlo noi un panettone/pandoro a modo nostro?
    Ammetto che non siano ricette esattamente sicule, ma ora che mi hai dato tutte le istruzioni voglio provarci.
    Proverò a unire l’Italia dal Piemonte alla Sicilia grazie alla tua ricetta.
    Ti farò sapere…

    1. tienilo stretto, tuo marito, il mio non me lo avrebbe mai proposto così di slancio, anzi, è sempre molto timoroso dei miei esperimenti e quando inizio mi gira alla larga! ^_^
      Non son ricette sicule ma nemmeno piemontesi ma una volta ci si può provare 😉
      Piemonte e Sicilia son già uniti, per quanto mi riguarda, proprio ieri parlavo a mio marito di alcuni dolci mangiati anni e anni fa a Catania e parlandone sbavavo ancora…!

    2. non è così vero: a volte vengo ingaggiato per la bassa manovalanza. Il ruolo che, nelle cucine dei grandi ristoranti, si chiama sous-sous-sguatterpelapomdeterre!

  5. Sei stata veramente eroica e paziente nel preparare questo panettone…
    E nonostante la spiegazione perfetta e dettagliata non me la sentirei di prepararlo per i miei..
    Mi immagino i commenti:perchè hai messo tanta uvetta??
    A me i canditi non piacciono e così via…
    Allora vado a comprare un pandoro e la faccio finita lì…
    Io invece che sono un maialino mangerei il tuo panettone anche s e contenesse il doppio sia di uvetta che di canditi…
    Mi trafigge un pensiero: se ti mandassi l’indirizzo, nel caso lo rifaccia, me lo spediresti????
    Non mi tirare i pomodori!!!!
    Baci

    1. guarda Grazia, io ho iniziato col pandoro… il primo anno è cresciuto fino a due terzi, poi si è fermato…ottimo nel sapore, aveva la densità di un mattone.. ti lascio immaginare i commenti, il migliore fu: beh, sì dai, per colazione, ben pucciato, va bene… la seconda volta è venuto da urlo…di lì in poi, tutti han taciuto… sul panettone ovviamente i commenti son ripresi… a chi non piace troppa uvetta?…c’è sempre il pandoro! ahahah..eh… dai…
      sarà che a me i panettoni con varianti tipo gocce di cioccolato, o inserti di creme…uhm… no… ecco… per me, tipo il galup basso, con la glassona sopra… quello per me è il top… da tenere da parte l’vetta, spatanzarla sulla glassa e arrotolare …alla fine della fetta, gnam! il boccone più ricco!… quante volte, da piccola! (e nemmeno tanto piccola…)

  6. Non so bene perche’, ma lo trovo commovente… si’ insomma e’ bellissimo e soprattutto ho la sensazione che sia anche buonissimo! Anni fa percorsi anch’io questa perigliosa strada, col risultato di ottenere un dolce dal peso specifico vicino all’uranio. Avrei dovuto insistere, lo so! A parte cio’, sono anch’io dell’idea che il lievito madre e’ fantastico per fare il pane (lo faccio solo cosi’ da anni) ma non per questi dolci a lievitatura “spinta”. 🙂

    1. certo che ci riesci, sei bravissima!
      quanto al perfetto guarda l’uvetta che si è rintanata tutta in pochi grossi buchi… speravo restasse più uniforme nella distribuzione invece ho scoperto delle fette “anomale”, zeppissime 🙂

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