Ciaciaré · Galuparìe

Attacchi di mammite… (ed effetti sulla cucina)

qualche giorno fa ho pensato questa cosa: tua figlia adolescente nel 2011 che canta a squarciagola “no woman no cry…” in auto… non ha prezzo ^^
Era da poco rientrata da Rotterdam, dove, tra le altre cose (le altre cose sarebbero poi danza, danza e ancora danza) ha rilasciato un’intervista che trovate qui dalla gentilissima Marina, e me la stavo davvero godendo, mentre riprendevo a pieno ritmo la mia attività di “autista” per permetterle di tener fede a tutti i suoi impegni artistici…

Che dire, mentre era via qualche attacco di mammite l’ho avuto, eh? Non era la prima volta che andava via sola, ma stavolta eran due settimane, e all’estero, fa un certo effetto ^^

E questo effetto nostalgicopaturnioso si è ribaltato inesorabilmente sulla cucina… scherzo..cioè, non so se fosse l’umore non proprio al massimo, o qualche acciacco di salute, o qualche quadratura astrale, ma tant’è, vi racconto questa cosa… Faccio outing ahahah così dò un po’ di materiale alle gossippare del web!

Una sera ci attendono ospiti a cena degli amici.. ovviamente io porto il dolce. beh, che ci va? Siamo abbastanza in confidenza, non devo mica affrontare chissà che giudizio, e poi loro ormai sono fans stra-acquisiti!… le feste son finite da poco, penso a qualcosa di sfizioso, non troppo pesante…. un rotolo al limone, sì, ecco!… mando un messaggio alla figlia: stasera ci sentiamo sul tardi, siamo fuori a cena….e inizio.

Preparo una dose di lemon curd e lo lascio raffreddare… nel frattempo preparo il biscotto… ricetta stracollaudata, ma mentre lo stendo mi pare un po’ scarsino….uhm…lo stendo un po’ meno, pensando di arrotolarlo nell’altro verso…sì, ok… bene… inforno… nel frattempo assaggio il curd: acidissimo.. °_° ‘signur e che è successo? uhm…. bene, niente paura!! ho della panna, la monto e mescolo… apro il frigo. Non ho la panna. Ma per cosa l’ho usata, la panna???? Mah! Ecco, ok… vedo una confezione di ricotta che mi fa l’occhiolino, la perfida, e mi dice: beh? e io che ci sto a fare qui? Carissima ricotta, fai proprio al mio caso! La monto con lo zucchero  e la unisco al curd… resta tutto troppo liquido…grrrrrrr No! niente paura, due cucchiai di limocello e un foglio di gelatina e ti rimetto in piedi la ricottina!!  Lascio in frigo a rapprendersi e…e intanto non sarà mica cotto il biscotto?? Già, cotto è cotto, di sicuro… anche troppo.. 😦 e così tiro fuori al volo, scaravolto sullo strofinaccio inumidito che attendeva, pronto per l’arrotolamento… … prendo la mousse limonosa e scopro, versandola, che la gelatina per qualche motivo tutto suo non ha funzionato… mi dico: le ci andrà più tempo, arrotolo, tiro su la crema dai lati, sigillo bene e via in frigo, e che ci va?, eh!… ma il biscotto non si è ammorbidito, si rompe in mille pezzi, al che con lo strofinaccio ribalto il tutto in una ciotola, copro di pellicole, e di insulti, e sbatto in frigo, in attesa di deciderne il destino. Sono le tre del pomeriggio. La cena è alle otto di sera… mumble… In casa ho arance e cioccolato a volontà, bene, faccio la torta alle arance, sempre riuscita, vado sul sicuro!!  E mentre cuoce, esco a prendere la panna per la ganache, così sto lontana e non influenzo negativamente la torta che lievita in forno ^_^

Poi in realtà resto in casa, la torta lievita, spengo il forno, mi preparo ed esco…da lì in poi… non so come racontarvelo, se non nello stesso modo in cui l’ho raccontato, in una mail sfogo, al marito:

“…….una roba così non mi capitava da anni.. anzi, forse mai successa
dunque.. a parte il rotolo di m….a….che va beh..
la base all’arancia che era ben cresciuta, si è un po’ afflosciata al centro… un po’ è normale.. un po’ di più è sfiga. prova a dire quanto??Cotta è cotta bene, ma a vederla…
cmq, mi dico, faccio più ganache e riempio un po’ l’incavo. E livello…
Mi telefona mia madre, brucio la ganache, per la quale avevo usato metà della panna. (Sì perché mica ne ho prese due, che siamo a dieta  e dunque era meglio non averne in casa di più….)
Che culo (si può dire culo?), ho ancora l’altra metà.
Rifaccio la ganche con l’ultima panna e… l’ultimo ciocco fondente.
Riesce, copro la torta ma è scarsina… la tiro giusta giusta… uhm…. non è bella liscia come speravo, specie sui bordi.. se non altro, ho livellato!
Ravano in dispensa e trovo solo più cioccolata al latte, più chiara… e beh, ci faccio sopra delle righe più chiare…
la metto a fondere… l’acqua bolle troppo…brucio pure quella (più delicata, brucia prima, e lo so, eh? tutte queste cose…LE SO non le sapessi….porca trota…)
al che riguardo la torta in cerca di idee e guardandola vedo che ho impiastrato irrimediabilmente il centrino… nella foga eh, nella sfiga, eh, eh….
decido di spostarla… metto un centrino su un altro disco, ci ficco sotto la pala e la mano e…. la deposito sul nuovo cerchio mentre si sta già aprendo letteralmente in due… sul disco, sì, perchè il centrino nuovo si è spostato mentre iniziavo a sacramentare guardando lo squarcio nella pasta.
Non si vede, però,  perché la ganache copre anche la crepa, ma in realtà c’è una fetta già tagliata… … alla fine ho trovato un rimasuglio in un tubetto di similglassinamolle bianca da decorazione, ho fatto dei cerchi e poi l’effetto ragnatela tirandola con uno stecchino..
Sembra quasi chic, la str…a.
Smettila di ridere, pliiis………….”

P.S. Il giorno dopo ho tirato fuori dal frigo il quasi-rotolo. Il biscotto si era ammorbidito. La crema si era addensata. Splendidamente morbida, soffice, limonosa al punto giusto…

Torta all’arancia e cioccolato

La ricetta proviene dal Gambero Rosso (TV) eseguita da Maffo di Coquinaria e da me riadattata…in base a quel che avevo a disposizione.

3 arance medie

20 ml di olio di semi (due cucchiai abbondanti)

una bustina di zafferano

300 g di zucchero

150 g di farina

1 bustina di lievito per dolci

4 uova intere

Per la copertura: 150 g di cioccolato fondente, 100 ml di panna

 

Si frullano le arance nel mixer, riducendole in poltiglia, poi nel mixer ho aggiunto lo zucchero, la farina, le uova, l’olio, lo zafferano…insomma tutti gli ingredienti e per ultimo il lievito. Viene un composto abbastanza liquido, da versare in uno stampo (24 cm per questa dose) e metere in forno a 180° C per 40-45 minuti  circa (dipende dal forno). Una volta cotta e raffreddata si taglia a metà (la ricetta originale prevedeva un inzuppamento di succo di arancia e rum, ma credo sia meglio la versione di Maffo, perché resta già umidissima di suo) e si spalma con ganache al fondente (100 g di panna 100 di fondente). Io questa volta non l’ho nemmeno farcita. Per la copertura invece occorrono -almeno- 150 g di cioccolato e 100 di panna, come indicato sopra, e si prepara la ganache scaldando prima la panna, senza farla bollire, e sciogliendovi dentro il cioccolato a tocchetti. In questo caso la ganache non va montata prima dell’utilizzo.


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11 thoughts on “Attacchi di mammite… (ed effetti sulla cucina)

  1. Ahahahahahah! Ho riso quasi con le lacrime agli occhi!!! Quindi non succedono solo a me queste cose… sempre nell’occasione in cui “sei invitato da amici e ti offri di portare un cosina… e tutti tranquilli perché tanto quello che fa Olga è sempre buono” mentre io mi stresso da morire!
    La torta è bellissimaaaa! E deve essere deliziosa…

  2. mi sento meno sola allora! Qualche volta, sempre quando non dovrebbe mai accadere,accade….pensi di cambiare continente e poi alla fine ti ritrovi a ridere da sola in cucina….Tutto è bene quel che finisce bene disse non mi ricordo chi,bella torta tutta da ridere, cosa chiedere di più? un abbraccio….

  3. @Felix… eh, ridiamoci su! la torta è molto particolare, mi dispiace non avere una foto dell’interno, è molto “aranciosa”
    @Chiara…cambiare continente sarebbe poco, a volte!! ^^ quando son rientrata non avevo molta voglia di ridere…riordinare la cucina dopo due esperienze così è stata duretta!!:-P

  4. :-DDDD Uh! nella cucina (e nella vita) capitano questi momenti che scoraggerebbero un santo … ma raccolte le ultime energie cerchiamo di gestire anche le concentrazioni di sfiga! 😛

    … no woman no cry … (mi rimarrà in testa per il resto della serata)

  5. Ma che ti frega se ogni tanto le cose non vanno nel verso giusto, basta che sia buono il sapore e poi la torta non mi sembra tanto brutta dalle foto, e pensa che ora ti ‘avanza’ un ottimo simil rotolo da sbafare a al bando sensi di colpa! (quasi quasi verrei ad aiutarti a finirlo.. gnamm!) Ciao Kri

  6. Ahahahahahaaa mi hai fatto morire!!! 😀
    No, veramente, questo post non ha prezzo, altro che mastercard!

    La tua disavventura mi ha fatto venire in mente la volta in cui ho avuto l’insanissima idea di preparare le melanzane alla parmigiana qui a Parigi *che tanto figurati, cosa puo’ andare male?*
    Peccato che non aver tenuto conto del fatto che la cucina non è gas, è infatti una stramaledetta cucina elettrica che ancora non sono riuscita a domare: ti lascio immaginare i risultati!
    Che poi è vero che sono anche riuscita a rattoppare il tutto, pero’ che fatica!

    Un bacione!!!

  7. Suma tuch an t’la stesa bagna…è scritto malissimo, non so scrivere in dialetto (peraltro lo parlo poco poco anche se lo capisco)…però il senso di esser tutti nella stessa bagna…eh sì !
    Ci sono dei giorni in cui tutto ti riesce bene ed in un attimo…altri in cui non gira nulla per nulla!!!! Cerchi di prenderla con filosofia ed attingendo all’esperienza acquisita dribbli fra una torta poco lievitata, uno o più ingredienti che si sono volatizzati pun non mancando MAI-DICO-MAI in dispensa o nel frigo, la panna che non vuol montare, il sapore che non è quello giusto….. congiuntura astrale o semplice panico-da-cuoca-provetta?!!!
    Alla fine, con l’esperienza, una pezza LA BUTUMA!
    Buon tutto
    Smile Lucy64
    PS_ ho fatto la cena di topinambur…ma te la scrivo di là!

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