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Subrich di luvertin e seirass

I subrich in piemontese sono le frittelle, ma vanno distinte dai friceuj, che son le classiche frittelle tipo quelle di carnevale, o anche le frittatine salate.

I subrich sono delle polpettine fritte, dei bocconcini insomma, che possono essere dolci o salati, ma solitamente sono salati.

Il termine viene utilizzato in alcuni modi di dire piemontesi, dire di una persona che è un subrich significa dire che è una nullità, o che è permalosa. C’è poi il modo di dire subrich d’erbe amère, polpetta di erbe amare, che significa persona smorfiosa. Ne conoscete? ^^

Questi subrich invece non contengono erbe amare, ma germogli dolcissimi, perché è finalmente iniziata anche qui la -seppur breve- stagione dei luvertin, che trovate in giro anche con il nome di bruscandoli e che altro non sono che i germogli del luppolo selvatico.

Avevo già proposto altre ricette con i luvertin: i fagotti alle erbe, il classico risotto e la piemontesissima frittata, ma si possono anche utilizzare per un condimento dei tajarin in ricordo di Cavour

Insomma, con un buon raccolto di luvertin potete farci praticamente tutto un pranzo… e i subrich serviteli con l’aperitivo (bollicine, naturalmente!)

Subrich con luvertin e seirass (polpettine, frittelle, con luvertin e ricotta piemontese)

per tre persone

una manciata di germogli di luvertin

un uovo grande

150 g di seirass (ricotta piemontese)

un pizzico di sale

un cucchiaino di timo fresco o essiccato

un cucchiaio raso di parmigiano grattugiato

un cucchiaio colmo di farina 00

un cucchiaino da caffè raso di bicarbonato

olio per friggere

Sbollentate in acqua leggermente salata i luvertin, scolateli bene. Sbattete l’uovo con il sale, il timo e il parmigiano. Unitevi anche gli altri ingredienti e i luvertin ormai intiepiditi.

Portate l’olio a temperatura in un tegame profondo e friggete l’impasto formando delle polpettine con l’aiuto di un cucchiaio. Io avevo fretta e son tutt’altro che rotonde, ma sono sparite in fretta ugualmente! 😀

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14 thoughts on “Subrich di luvertin e seirass

  1. dalle mie parti (Sicilia orientale) si fa qualcosa di simile con le cime degli asparagi selvatici: sempre di germogli di stagione si tratta… il nord e il sud non sono poi così lontani!

    1. E’ un po’ come leggere l’Artusi: interessa la ricetta, ma anche l'”aperitivo” letterario (quando c’è…) che contestualizza e commenta. Perché la cultura del cibo va parecchio oltre il semplice cucinare

  2. dai che queste le faccio…mio marito si diverte molto a raccogliere i luvertin…e come saprai nella periferia della nostra città ce ne sono!
    mia madre ci faceva sempre la frittata…ma questa idea mi piace!
    Mari

  3. Sai che non ho mai sentito il termine SUBRICH, e tanto meno indicato nelle espressioni che tu sopra hai riportato? A casa mia si fanno delle cose tipo queste e li ho sempre sentiti chiamare friceuj (che da queste parti non si scrive così, ma nemmeno so dirti come!), termine usato per le “frittelle” sia dolci che salate: quelle di carne si chiamano invece friciulin!
    Questo almeno a casa mia e con qualche piccola variante anche a casa di mia suocera: le tue informazioni sono sicuramente più corrette. Va beh…interessantissimo, come sempre!
    “La vecchia non voleva mai morire perchè aveva sempre cose da imparare” era la frase preferita di mia nonna: e le ha portato pure fortuna visto che è arrivata a 94 anni in forma ottima per l’età!!!
    E questi VARTIS come li chiamo io semplicemente LI ADORO! W la primavera!
    SMILE
    Lucy

  4. Sai che io ho scoperto il tuo blog proprio cercando un ricetta coi luertin, l’estate scorsa??
    Galeotto fu il bocciolo di luppolo!
    Se vado di nuovo a raccoglienre (dico SE perchè mi è spuntata una bella dermatite dopo la raccolta… ) le faccio sicuro.
    Son dorate che mettono una voglia!
    Ciao, Madama!

  5. aggiungo una curiosità, che ho trovato sul sito http://www.ilfaromag.com

    Negli anni Cinquanta i musicisti jazz americani che fumavano marijuana erano chiamati “teste di luppolo”, e la marijuana faceva sentire i fumatori “luppolizzati”, cioè eccitati. Il luppolo è una pianta botanicamente affine alla marijuana, ma il suo fumo non produce ebbrezza.

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