Mangé · Tradission

Frittata di Pasquetta

Lo so, lo so, non siamo ancora arrivati a Pasqua e già penso a Pasquetta… ma ho promesso a Marina , parlando della frità rognosa, che avrei dato qualche anticipazione, anche perche se qualcuno vuole farla per Pasquetta, che sia almeno per quest’anno, no?^^

Rognos (leggi rugnùus) dicasi normalmente di persona fastidiosa, appiccicosa, magari anche rancorosa., di quelle che non vi mollano che vi chiedete  se ce l’han con voi o se si sono innamorate di voi ^^.. ma mi chiederete ora come mai questo appellativo per una frittata, per di più buona! Potrei dirvi che mi è venuta in mente pensando a qualcuno, ma lascio questi giochini ad altri…^^

In realtà il termine rognos ha pure il significato di bitorzoluto, ed è qui che arriva la nostra frittata! bitorzolutissima!

Nata quasi sicuramente come ricetta di riciclo nelle campagne piemontesi, regina delle merende nei prati di Pasquetta al punto che era d’obbligo mangiarne almeno una fetta quasi a “portar fortuna”, è una di quelle ricette che si prestano a infinite varianti, purché resti “bitorzoluta”, grazie all’aggiunta di pezzi di salame e/o prosciutto e/o carne 🙂

Quindi per i vostri pic nic torte salate, o sandwiches, o quel che volete, ma una frità rognosa fatela, e vi terrà alla larga dalle …persone rognos-e ^^

Frità rognosa (frittata rognosa o di Pasquetta)

per 4 persone

5 uova

un piccolo porro

un piccolo spicchio di aglio

una manciata di foglie di tarassaco

una manciata di rucola (possibilmente dei prati, non quella del banco frigo dell’iper^^)

qualche foglia di menta fresca

qualche foglia di salvia

80 gr di toma a cubetti

100 g circa di salame a cubetti o prosciutto cotto o carne (tipo arrosto o bollito) tagliati a tocchetti.

sale, pepe, olio per friggere

stufate leggermente i porri e le foglie di tarassaco. Tritateli grossolanamente e uniteli alle altre erbe e al salame.

Sbattete le uova, salate, pepate, aggiungete il misto erbe+salame e i cubetti di toma.

E ora… avete mai fatto una frità al sàut, ovvero “al salto”? mollate coperchi e palette e, come avete fatto fino ad ora, seguitemi bene…:-)

Scaldate bene una padella antiaderente con un filo di olio, versatevi il composto tenendo il fuoco alto per due o tre minuti non di più, facendo roteare leggermente la padella in modo che la parte liquida vada sui bordi e poi sotto al resto, aiutandovi con la punta di un cucchiaio di legno…ora abbassate la fiamma e coprite per cinque minuti. Verificate che non ci sia liquido in superficie e che non ci siano delle parti attaccate sul fondo… muovete la padella avanti e indietro..la frittata scorre? bene.

con un rapido movimento del braccio formmate un cerchio simulando in pratica il movimento che deve fare la frittata… allontanate da voi la padellapuntando leggermente verso l’alto e ritornate verso di voi riabbassandola possibilmente sotto la frittata in fase di atterraggio…

se esagerate col movimento in avanti, la lanciate contro il muro..

se esagerate con la fase di ritorno, potreste cappottarvela in faccia… a parte che brucia, potrebbe pure essere divertente… ma qui, magari, smettete di seguirmi 🙂

scherzo, ma è davvero una questione di polso e rapidità, concentratevi su quel che state facendo, senza distrarvi…et voilà…:-)  la cottura prosegue per 5 minuti scarsi..

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14 thoughts on “Frittata di Pasquetta

  1. Mmm, mi pare buonissima, grazie!
    Io però salto il… salto della frittata, son sicura me la ritroverei dappertutto tranne in padella!
    Uso un grosso coperchio per girarla e mi proteggo mano e braccio con guanto da forno e un canovaccio, dopo che una volta mi son colati liquidi bollenti sul braccio.
    Lo so, sono pericolosa ai fornelli! 😀
    Un abbraccione,
    Marina

  2. secondo la tradizione popolare piemontese, si diceva che sarebbero volati mosconi negli occhi a chi, a Pasquetta, non avesse mangiato la frità rognosa

  3. Buona la frittata!!!

    Mi piace il post! Inoltre cogliamo l’occasione per fare gli auguri di Buona Pasqua…Conigliosa….!!!

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi!

    Ricorda: il Grande Coniglio ci ama!

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