Ciaciaré · Galuparìe · Merenda sinòira · Tradission

L’amor sensa basin a l’é pan sensa sal (lezioni di piemontese 5)

Avrei potuto andare a cercare una serie di citazioni da “baci” Perugina, ma il dialetto piemontese è sufficientemente ricco di espressioni riguardanti il bacio, e oggi ve ne scrivo un po’. Poiché credo che in ogni dialetto ci sia un discreto numero di espressioni simili, è evidente come il bacio sia nella vita di tutti i giorni un gesto “simbolo”.

Vi traduco il titolo, intanto… L’amore senza bacetti è pane senza sale. Non me ne vogliano i toscani! ^^

E poi, sempre sui bacetti: ël basin a l’é na fruta ch’as cheuj mach an sla pianta: il bacino è quel frutto che si raccoglie solo sull’albero

Mangé un ëd basin si dice spesso dei bambini, che si fan mangiare di baci! mentre andé a basin significa andare a genio..

E poi ci sono espressioni tipiche come basapile e basapianele, dove le pile sono le acquasantiere e le pianele le piastrelle baciate dai bigotti sempre in ginocchio^^

Basé l’uss, baciare la porta, significa non essere ammessi , basé la stòla invece è umiliarsi di fronte a qualcuno, basé la man ch’a baston-a è essere fedelissimo a qualcuno, mentre dire infine basme ël cul ..beh, devo proprio tradurvelo?:-D

Insomma tra baci e bacetti chi più ne ha più ne metta perché, come si dice da queste parti: Le fomne, ij preive e j’aso tuti ij moment as baso Le donne, i preti e gli asini tutti i momenti si baciano ^^

E questi dolcetti che vi propongo adesso non potevano che nascere in Piemonte! I loro natali sono attribuiti tradizionalmente a Tortona, dove i pasticceri hanno elaborato nei secoli scorsi la ricetta di un prodotto, a base di mandorle, che ha oggi l’attribuzione del PAT (Prodotto agroalimentare tipico) ed è conosciuto come l'”originale” bacio di dama di Tortona. A dire il vero la sua diffusione in Piemonte è stata immediata tanto che altre fonti ne attribuiscono l’invenzione, sempre nella seconda metà dell”800, ai pasticceri di corte Savoia! Data la loro semplicità, tuttavia, i baci di dama sono stati realizzati presto anche dalle famiglie meno abbienti e sono diventati “piemontesi e basta”^^. Questo ha significato l’utilizzo di una materia prima molto più facilmente reperibile e meno costosa delle mandorle, e cioè le nocciole, che specialmente nella zona delle Langhe e nel torinese la fan da padrone e son prodotto tipico IGP (indicazione geografica protetta)… Qui bisognerebbe aprire un lungo discorso sulla differenza tra ricette tradizionali e ricette tipiche, che porterebbe inevitabilmente a grossi punti interrogativi sul concetto di ricette originali. Ma non voglio tediarvi^^

Quel che è certo è che i baci, anzi bacetti, sono tra i miei dolcetti preferiti, e non essendo nemmeno così complicati e lunghi da fare, ne sforno un po’quando ho della farina di nocciole (o di mandorle) in esubero, o anche quando mi capita, come stavolta, di voler portare un dolcino coccoloso a un’amica, per fare due chiacchiere davanti a un caffè, e più è grande l’amica, e più loro son piccoli e preziosi^^  Sono anche adatti a comporre un bel vassoio al termine di una merenda sinòira!

Baci di dama piemontesi

100 g di farina

50 g di fecola

100 g di burro

100 g di farina di mandorle o di nocciole (partendo eventualmente da mandorle spellate o nocciole tostate)

80 g di zucchero a velo vanigliato

(un tuorlo) mettetelo solo se non siete sicuri di farll stare insieme, se prendete bene la mano, non serve, anche se in alcune ricette dei baci è comunque previsto

cioccolato fondente o crema gianduja a piacere per unire i mezzi baci.

Montate il burro con lo zucchero, unite il tuorlo (se lo mettete) e le farine, poi riponete l’impasto in frigorifero per una mezzora.

Tagliate dei tocchetti e ricavate da ognuno una pallina poco più grande di una nocciola. Con queste dosi ho ricavato una sessantina di baci, quindi circa 120 palline. Disponete le palline sulla placca del forno e cuocete per 15 minuti a 170 °C . Si appiattiranno leggermente, è normale!

Fate raffreddare, poi accoppiate i mezzi baci unendoli con una colatura di cioccolato fuso o di crema gianduja.

La masca vi consiglia anche:

gli alberi di nocciole: biscotti di frolla al miele per sparabiscotti

mandorlini

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25 thoughts on “L’amor sensa basin a l’é pan sensa sal (lezioni di piemontese 5)

    1. io solitamente abibno il fondente alle mandorle e il gianduja alle nocciole…bbboni!! (buon w.end a te, io sono in fase preparazione bagagli per l’ennesima partenza della figlia..stavolta niente calze punte e tutine: va a fare la restauratrice^^

  1. Oggi qui c’è un caldo pazzesco… ma ti giuro che me ne “scofanerei” (non te lo traduco…) una valanga… la foto buca lo schermo!!!
    Naturalmente li segno nella to do list
    baci

  2. Che meraviglia, i baci di dama: tra i miei dolcetti preferiti… Però la fai facile, tu: per non non sarebbe affatto facile sfornarli così come te con non chalance…!

  3. Per fortuna, pur non essendo piemontese doc, .non ho avuto bisogno della traduzione dei detti che hai allegato… alcuni però non li conoscevo….
    I baci…. beh quelli sono veramente eccezionale, facili da preparare e di sicuro successo!
    baci e buona domenica

  4. Il proverbio del titolo secondo me è il più bello! Un amore senza baci davvero è un amore insipido… 🙂 E adesso che ho visto i tuoi bacetti, direi che un caffè senza uno di questi dolcini sul piattino è come un bel momento sprecato…perciò te ne rubo uno, così piccolo e così goloso e me lo gusto insieme al mio caffè!! Un bacio! E resta sempre così come sei! ;D

  5. ebbi il piacere di ricevere da te questi favolosi dolcetti di cui ancora serbiamo ( eh, A. , notoriamente poco amante dei dolci..compie in questo caso una doverosa eccezione !! ) il ricordo “gustoso”, come nelle memorie di Proust.
    Bellissimo viaggio anche fra detti simpatici e ricchi di saggezza. Quando la gola incontra la memoria………..

  6. …ma sai che piano piano, io sono romana, riesco a sentire il suono del tuo dialetto…alcune frasi le ho capite prima di leggerne il significato, forse perchè alcuni “detti” sono comuni in tutto lo stivale.
    I bacetti…sono tra le cose che non ho mai fatto, sai quelle che dici “devo fare” e che poi…..però li mangio sempre volentieri.

  7. ciao, questa ricetta è diversa dalle mie… (ne ho 2 dei baci, quella del corso e quella di un vecchio parente pasticcere di un amico…) quindi non mi resta che provarli!!!! Sembrano buoni già dalla foto. grazie! ciao

    1. allora è da provare assolutamente. I prossimi biscotti con cui mi cimenterò saranno questi… ed i bicciolani… 🙂 La mia nipotina li adora…. vediamo cosa ne viene fuori… ciao

  8. Peccato che io e i biscutìn non andiamo troppo d’accordo (non mi vengono mai come da ricetta) altrimenti te li ruberei subito! Sono belli e hanno una faccia buonissima. Brava!
    … E ‘n basìn, parei, tant perché l’è martes 🙂

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