Mangé · Merenda sinòira · Tradission

La carica dei 600: a Natale cadranno come a Balaclava

Non so da dove derivi la consuetudine masochistica di contare ravioli e tortelli man mano che si fanno… se sia solo la necessità di “dosarli” oppure il desiderio di darsi un numero, una sorta di voto per il gesto eroico…

Com’è o come non è, io ho contato tre volte, stavolta, e vi dirò che pur abituata al raviolo piemontese, pur non demordendo di fronte a centinaia di plin, di fronte al tortello ho sempre avuto un reverenziale timore, ho sempre pensato che fosse enormemente complicato e quindi prima d’ora non mi ci ero mai messa, e poi non è retaggio piemontese… ma qui spero che le emiliane o romagnole che passeran da queste parti avran pietà per le forme imperfette e apprezzeranno la buona volontà.

Ah, confesso subito, anche il ripieno non è quello “doc”, perché volevo un ripieno delicato, non prettamente di carne e quindi ho fatto di testa mia, con il seirass piemontese, ça va sans dire

Finiran tutti in quel di Natale e dintorni, come i cavalleggeri di Balaclava, sotto i colpi dei nostri cucchiai!^^

Tortelloni, tortelli e tortellini delicati

circa 800 g di farina, metà 00 e metà di grano duro,

6 uova e sei tuorli

foglie di prezzemolo piccole e foglie di finocchio per i tortelloni

acqua q.b. per ottenere la consistenza giusta per tirare la pasta.

ripieno:

750 g di seirass (ricotta piemontese)

150 g di mortadella

180 g di prosciutto cotto

100 g di parmigiano grattugiato

due cucchiai di prezzemolo tritato

un pizzico di noce moscata

sale e pepe q.b.

Per la pasta, ho inserito le foglie solo per quelli grandi e qualcuno dei “medi”, tra l’altro sorridevo perché vedo ogni tanto qualche blogger che utilizza l’idea delle foglie decorative nella pasta e si becca tutti gli ooooooooh uhhhhhhhh come fosse il genio della lampada… 20 anni fa Marchesi già faceva la pasta “alle erbe”, e di sicuro qualcun altro prima di lui, umili geniacci!^^

Per il ripieno: tritate tutti gli ingredienti insieme, e utilizzate cucchiaio, cucchiaino o decisamente sac a poche a seconda della misura… ed ecco le misure… anzi no, voglio farvi vedere il “vassoio” che mio suocero aveva fabbricato con materiale recuperato dal mulino dove aveva passato una vita, ormai in disarmo: dalla struttura in legno fatta a mo’ di vecchio cassetto (ha pure la maniglia, così posso appenderlo!^^) alla rete da un setaccio in seta… sono contenta che mia suocera mi abbia “consultata” prima di buttarlo, questo e anche una struttura per asciugare le tagliatelle, che più in là utilizzerò di sicuro…è comodissimo perché è abbastanza grande (60×40) da far asciugare i vari giri di pasta man mano che ne preparo altra. Qui con i tortelloni

16 grammi, il tortellone (lato quadrato 7,5 cm circa), circa 90

6-7  grammi, il tortello! (lato quadrato 4 cm circa), circa un po’ più di 200..

e quasi 300 da… 2 grammi, il tortellino! (lato quadrato 2,5 cm circa, tagliato con rotella non dentata)

insieme, prima di essere surgelati in porzioni:

qui una prova per quelli grossi, che servirò (tre a testa, ma credo che qualcuno si accontenterà anche solo di due, dopo antipasti e primo asciutto…! ) in brodo di carne al pranzo di Natale come secondo “primo” (l’altro sarà un primo asciutto, prossimamente su questi schermi^^)

 

La masca vi consiglia anche:

ravioli al cinghiale

ravioli del plin

tajarin al barolo

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39 thoughts on “La carica dei 600: a Natale cadranno come a Balaclava

  1. Sei una GRANDE! io ho preparato un anno ravioli e gli agnolotti, ma devo confessare che dopo il necessario per il pranzo… ho finito la pasta in tagliatelle!!! Erano buonissimi ma la mia schiena non ne poteva piu’!!!
    Un bacione e tanti auguri se il ritmo frenetico di questo periodo non ci farà piu’ incrociare sino all’anno nuovo.
    Un bacione
    Ale

  2. Posso fare ooooooooh uhhhhhhhhh per la fogliolina!?!?! E’ stupenda ^_^!!!!
    .. siamo così vicine.. un giorno potresti insegnarmi a preparare queste delizie!!!
    Sei bravissimaaaaaaaaa!!!!
    UN bacione!!!!

  3. Originali o no, sono fantastici e tu hai avuto una pazienza pazzesca!! Mi fanno impazzire i ravioli, tortellini, tortelli e cappellacci vari fatti in casa…grande fatica, ma enorme soddisfazione!

  4. Ahhhhhhhhhhhhh….li ho fatti anche io proprio oggi e come te sono partita da tortelli un po’ più grandi fino ad arrivare a quelli picinin picinin…che divertimento e che bontà. Ho già assaggiato la prima razione con il ragu’ poco bolognese e molto toscano. Bravissima. Un abbraccio, Pat

  5. Norma che pazienza!
    Io quando faccio la pasta ripiena prendo sempre la scorciatoia del “più grande è meglio è” e finisce che faccio sempre i cappellacci!!
    Tutti e tre i formati ti sono venuti bene bene 🙂
    Un abbraccio

  6. Quando ero bambina e il mio nonno piemontese, che era il cuoco di casa per queste preparazioni, faceva i ravioli (o meglio le raviole) ero incaricata di sistemarli, delicatamente, per “dozzine”, in modo che fosse più veloce contare e calcolare le porzioni (tot “donzene” a testa). 😉

    Ma io non mi ci sono quasi mai cimentata . . . A te tutti i miei complimenti! 🙂

    Ciao, Fior

  7. Guarda che le romagnole non avrebbe nulla da eccepire o criticare vedendo la tua produzione ( mia suocera era romagnola per cui ricordo bene come li preparava) e devo dire che cercavo proprio una ricetta con il seiras….
    Sta a vedre che mi butto a fare la pasta ripiena!!
    Baci

  8. ecco. lo sapevo che non dovevo guardare il tuo blog a quest’ora.. che botta allo stomaco! Comunque, io preferisco la pasta ripiena di magro che di carne. Certo i plin sono un must (quelli di carne) ma questi tortelli.. che dire..ma come fai? Poi il seirass (ovviamente) mi piace da impazzire. Tra l’altro.. hai notato che molto spesso spacciano (nei supermercati) del seirass industriale che nulla a che vedere con quello vero? che fame.. ora risalgo a ri-guardarli. Sì.. lo so.. sono masochista 🙂
    P.s. il commento di Enrico…. 🙂 🙂

  9. Acci… come vorrei essere tra gli invitati che “sferreranno l’attacco”!!!
    Sai che anch’io ho l’abitudine di contare e ricontrare? Sì… nel mio caso, però, si tratta di biscottini natalizi, è più forte di me anche se ormai, ad occhio, so sempre grosso modo quanti me ne verranno da un impasto.
    Auguri per il tuo nuovo lavoro, quando lo vedremo?
    Un abbraccio e a presto

  10. mi fai sorridere e sai perché? inevitabilmente anche noi finiamo per contarli SEMPRE! 😀
    ottime le tue tre versioni small, medium e large! eh eh

  11. Bravissima! A casa mia si prediligono gli “anolini” o “cappelletti”, il cui ripieno è fatto con stracotto di manzo e altre carni, pochissime verdure e abbondante parmigiano. Una volta o l’altra posterò la ricetta!

  12. anzitutto mi piace molto la ricetta del ripieno, io li conto per dire bravo ne ho fatto 50 mi dà una grande gratificazione, solo che ho un rammarico con tanta fatica finisce tutto quelo che ho fatto in pochi minuti

  13. Mi inchino Madama Carpignano… ‘n ginujon davanti a cusì tanta perissia e pasiensa. L’opera del suocero la invidierò da ora in poi ogni volta che mi toccherà raviolare 🙂

    Spero che il febbrone vada calando e che le feste imminenti ti trovino bella fresca coma ne rosa 🙂

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