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Riciclo di Natale 2: panettone, va di moda!

Anche quest’anno, dopo il riciclo del Natale scorso, propongo una ricetta per riciclare un avanzo tipico natalizio: il panettone.

Commentavo con un’amica che stranamente, proprio nel periodo in cui avremmo più bisogno di disintossicarci dopo i bagordi, elaboriamo ricette che mirano non solo a rendere mangiabile un dolce di cui abbiamo quasi la nausea, ma addirittura a renderlo ancora più ..ehm..goloso, calorico, ipercalorico…pericoloso! ^^

E va beh… fa parte anche questo delle feste e degli strascichi.

Questa preparazione, che vi preannuncio essere molto semplice, fa parte della tradizione della mia famiglia. Lo specifico perché c’è chi dice che parlando di ricette della tradizione e ricette originali si rischia e di fare confusione, e di atteggiarsi a “detentori della verità assoluta”.

In realtà qui funziona così: ci son le ricette di famiglia, che son piemontesi in quanto la mia famiglia lo è, e che son “tradizionali” perché rientrano in un processo ormai ben datato di passaparola di generazione in generazione, e”tipiche”, perché questo processo è ben radicato sul territorio.

Poi ci son le ricette tipiche piemontesi e tradizionali non necessariamente della mia famiglia, che difficilmente definisco “originali”; anzi, specifico sempre che la ricetta originale così come intendono certi ristoratori o certe accademie non esiste. Esistono alcuni punti fermi, di ognuna, che rientrano nelle caratteristiche di tipicità e di tradizione, e che aiutano a capire più spesso se una ricetta NON è originale, piuttosto che il contrario….ad esempio ingredienti o procedimenti non del territorio o poco consoni ai mezzi tecnici disponibili e alle abitudini famigliari di certe epoche… Dietro ogni ricetta “piemontese” sperimentata e pubblicata, c’è dunque un lavoro di ricerca, su testi specializzati, e quel che viene pubblicato è il risultato di tale studio.

Detto questo, che puntualizzar non nuoce, passiamo a questa ricetta.

Ricetta di famiglia, come dicevo, che postai su un forum con foto orribili tanto tempo fa, e le foto sono orribili pure stavolta 😀 ma non importa, perché se lo fate reggerà così poco tempo davanti alla vista che l’aspetto davvero non è la cosa principale..

e poi la mia prozia, che era un’artista del riciclo (con due guerre, e una passione per la cucina alla faccia della “fame”, era diventata abilissima!) non era per il food design, ma per il food, qui, ora, e buono! E dunque ricreare un suo piatto mettendoci qualcosa che lei proprio non ci vedeva mi parrebbe un’eresia, ecco… già le fettine di agrumi candite mmm, mi ci farebbe una battutaccia!^^ Quello che la caratterizza è la gradazione alcolica e la crosta di cioccolato, che deve essere almeno di due tre mm (lei arrivava a mezzo cm…!)

Ultima osservazione: occhio alle calorie! 😉

Ricliclo del panettone: la bomba di zia Maria

panettone a fette
rum per dolci PURO
250 gr di ricotta
50 gr di zucchero
200 gr panna montata
uvetta una manciata, ammollata nel rum (facoltativa)
cioccolato fondente (o al latte, ma a me piace meno) per ricoprire

foderate uno stampo a cupola con le fette e inzupparle ben bene di rum puro, lavorate la ricotta con lo zucchero, aggiungete l’uvetta strizzata e poi la panna montata.

riempite lo stampo facendo strati (un paio) con altre fette di panettone sempre imbevuto di rum puro

io ho fatto un unico strato perché era una “bombetta” biporzione, in stampo piccolo (10 cm circa) , ma in uno stampo a cupola diametro 16-18 cm si va avanti a strati finché ce n’è!

chiudete con uno strato di panettone, pressate ben bene e se possibile lasciate in frigo qualche ora coperto da una pellicola prima di sformare. Poi fate fondere il cioccolato e lasciatecelo colare sopra. Rimettete in frigo in modo da far indurire bene il cioccolato e servite a fette.

Se ne mangiate tanto non guidate subito dopo 😀

La masca vi consiglia anche:

riciclo di Natale 1: il Malvasia

panettone con lievito di birra

pudding speziato zucca e mele

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27 thoughts on “Riciclo di Natale 2: panettone, va di moda!

  1. …AMMAZZA!!! Altro che riciclo, questa è una ricetta con i fiocchi, gli orecchini, il tailleur e la pelliccia!!! Hai perfettamente ragione, tutti ci lamentiamo di quanto abbiamo mangiato durante le feste e poi partoriamo dolci da collasso con le nostre menti perverse… =D

    1. qui la mente perversa non è la mia! in realtà mia zia aveva un concetto del cibo molto “comfort” e terapeutico, qualsiasi cosa uno avesse, da patologie assortite o semplici malumori, la sua prima domanda era: ma almeno mangi? 😀

  2. Bellissimo… la terza ricetta di fila che leggo sul riciclo panettoni e pandori nei blog, e comincio a chiedermi se sono l’unica che se li pappa tutti e a cui non avanza mai….

    ciao e buon 2012!!!

    Alessandra

  3. Il sant’uomo che condivide cucina, letto e connessione con me, farebbe la ola se solo vedesse cosa si può ricavare da un panettone avanzato. Ma noi vogliamo dimagrire e NON gliela faremo vedere la ricetta della prozia…. Neh? 😉

    (applauso oper la puntualizzazione)

  4. bella e buona ricetta. tipicamente in fondo sono solo piemontese, ma proprio italiana, mi sento di dire: l’uso della ricotta montata (mischiata oppure no a panna) appare in molti dolci nostri. Ho una domanda: secondo te Norma questa ricetta /uso di avanzi a quando risale? Mi spiego: dici che appartiene ad una prozia con esperienza di due guerre + e io osservo che trattandosi di ricetta di “avanzi”, deve appartenere ad un periodo in cui il panettone era già forse abbondantemente entrato nelle nostre case e forse proprio più bene di lusso non era (ma è solo una congettura)… anni 50??
    + ho appena letto la tua ricetta del panettone dell’anno scorso (panettone con lievito di birra): sembra avere proprio bella struttura. nei commenti si parla di lievito di birra si-no nei lievitati: forse l’uso del lievito madre garantisce una maggiore longevità al penettone (cosi come i pani con LM durano di più di quelli fatti con lievito di birra). Sul sapore bisognerebbe fare prova alla cieca: un panettone fatto con LM e uno fatto con lievito di birra. Per esperienza so che si possono ottenere anche ottimi pani con lievito di birra (basta saperlo usare). Io ho fatto il panettone sia con lievito madre (ricetta sorelle simili), sia con lievito di birra (ricetta di Peter Reinhart) e devo ammettere che panettone con LM migliore:MA la tua ricetta (tramite utente Raff) sembra migliore di quella che ho provato: me la segno.
    ciao e grazie
    ps io credo nella reincarnazione: chi di cardo ferisce, di cardo perisce prima o poi. stefano

    1. Ciao Stefano, sì la ricotta è davvero un ingrediente base di molti dolci italiani, in tutte le regioni. Per la datazione della ricetta, mmm…io posso risalire con abbastanza certezza alla fine anni 60 inizio anni 70, ma perché prima non c’ero io^^…per alcuni ricordi che ho, posso però ipotizzare che lei facesse uso di altre “basi” sempre per dolci “stratificati” di questo genere, foss’anche solo pane avanzato bagnato nel latte zuccherato o biscotti secchi, o brioche…
      Per il panettone, io ho una mia idiosincrasia nei confronti del LM, tanto di cappello a chi riesce per tempo e dedizione a curarlo e farne largo uso. Prima di fare quello di Raff mi ero studiata un po’ le alternative, e avevo concluso che le possibilità di riuscita con quella ricetta parevano più alte. Io ti dirò, sinceramente, non so se lo rifarò, perché al di là della sfida personale non so se il gioco vale la candela, con ttutte le proposte variegate per qualità e prezzo che ci sono in commercio!

      ps. dici che alla brutta si reincarnano in un cardo e finiscono spellati e bolliti in acqua acidulata? goduria…! Questo sì che è karma! 😀

    2. guarda Norma, in fondo concordo: i panettoni casalinghi, nella mia esperienza, non sono MAI buoni come quelli di pasticceria “seri”: io ho voluto fare più per curiosità e divertimento. Magari sbaglio (in fondo posso testimoniare che in casa si può fare ottimo pane, anche in un forno normale… quindi magari forse anche per il panettone è questione di prova e riprova e prova ancora ecc….)…. La qualità del panettone (o forse sono io bestia), di quello semi artigianale e industriale, è ormai alta (confesso: io anche apprezzato un Carrefour_Maina a 3.50 euro). Confesso anche che spesso non ho trovato differenze tra blasonati panettun da 25 euro al kg e oscuri panettoni da supermercato. Ma è stato, il farli intendo, un viaggio utile Mentre su pane e LM: qui posso testimoniare che, perseverando, si hanno ottimerrrimi risultati. Ciau da Milano. ste

  5. io penso che qualsiasi panettone vorrebbe morire con questa bomba! E posso dirti una cosa: amo la tua prozia alla follia! Adoro il concetto di food qui, ora e buono! E ogni tanto dire pane al pane e vino al vino è da grande degustazione.
    Baci Baci
    PS vado ad impastare e lascio il PC al cucciolo che scalpita

  6. W i ricicli e W gli avanzi, se fanno poi questa fine m e r a v i g l i o s a!!!!!!
    Spero che abbiano lasciato un panettone al super perchè quelli che ho fatto io (con il LM, ma che santa pazienza per incastrare gli impegni di lavoro e non con ‘sti benedetti tempi di lievitazione!!) sono, per fortuna, spariti da tempo!!!
    Un grossissimo AUGURIO a te ed a tutti …perchè questo 2012 sia ricco di “ricicli”, di buone ricette, di tanta allegria (almeno in tavola!), di pochi copioni e di tanta lealtà (esisterà ben da qualche parte, ancora!!), di tanta salute e di cose che fanno “star bene”.
    Buon tutto ed un doppio SMIIIILE
    Lucy
    PS-complimenti alla diciottenne per il menù di Capodanno…ha già capito come si prendono le persone per la gola!!!!!

  7. Cara Norma
    Dato che si tratta di un’ottima ricetta della ” tua” tradizione perchè non partecipi al contest della mia amica Simo ( Pensieri e Pasticci)? credo che sia proprio indicata ..
    Non aggiungo altro…la tua ricetta mi è piaciuta moltissimo ..e i bacioni riconoscenti sono d’obbligo!

  8. per fortuna ho già smerciato tutti i panettoni (pochi ti dirò) che ho ricevuto per natale, ma mi resta ancora 1 pandoro, ci posso porvare con quello giusto? 😀

  9. ma va… in realtà è Norma che ha una pazienza certosina nei miei confronti. giurin-giuret 🙂
    beh sul panettone avrei da dissentire sulla bontà intesa come qualità di prodotto confrontando un buon panettone di pasticceria a quello industriale.
    Ho lavorato presso una piccola azienda definita “artigianale” nella mia zona e vi assicuro che gli ingredienti erano tutt’altro che genuini. Posso immaginare il prodotto ufficilamente industriale. Da non confondere, secondo me, col sapore. Si sa che gli addittivi sono stati inventati ad hoc.

    Peccato non si possa fare pubblicità (non si può vero?) io lo compro in una micro pasticceria a Torino, un bugigattolo, di quelli che lo vendono come dice Luca a 20/25 euro al kg. Ma 1) Natale è una volta l’anno e li spendo volentieri 2) so come li fanno. Le uova sono uova, il latte è latte, il burro è burro. Non sono surrogati. Soffice, bello giallo – contiene tante uova – i canditi non sono gommosi e duri (li fanno loro). Non ha 10 mesi di scadenza, ma ne ha due scarsi…quasi-quasi vado a propormi come responsabile del marketing
    Beh naturalmente questo è il mio umile parere. Sono le mie papille gustative ed il mio olfatto a parlare non la mia piccola esperienza di donna ai fornelli 🙂

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