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Buté le gambe sota la tàula…5: Da Esterina

Vi propongo un altro locale, di cucina piemontese, sempre per questa sorta di “rubrica”, dove inserisco i locali in cui siamo stati e dove riteniamo vi possiate trovare bene.

L’elenco complessivo lo trovate in questa pagina.

Ristorante Da Esterina, via Roma 25, Baldissero Torinese.  Per prenotare (fortemente consigliato):    Tel. 011 9431708 

E’ un locale definibile “storico”, qui nella collina torinese, riferimento sicuro per molti habitué che amano i piatti tradizionali piemontesi e gli ambienti rustici ed eleganti al contempo. In estate si può mangiare fuori, circondati dal verde e dal fresco! Il servizio è puntuale, le attese minime pur con il locale pieno, il sabato sera. La spesa contenuta.

Per me Esterina significa “fritto misto”, perché è il loro piatto forte, ed è uno dei pochi posti dove si può gustare fatto bene, fritto al momento (non datelo per scontato!!), con una buona varietà (16 pezzi) di fritto salato e dolce, e con la doppia portata, cioè con i dolci a parte, cosa lodevole perché i sapori si confondono meno e in più si mangia tutto caldo. Gli antipasti, freddi e caldi, sono semplci e della tradizione, e così i primi, prodotti in casa, e i dolci. Ottimi anche gli altri secondi, anche se noi difficilmente riusciamo ad arrivarci ^^. Esempi di menù stagionali li trovate sul sito del ristorante.

Vi illustro la carrellata di antipasti e poi lui, il gran fritto misto!

amouse-bouche: focaccine calde con speck
antipasto freddo, bresaola con carciofi e grana
antipasto freddo, vitello tonnato
antipasti caldi

Gli antipasti caldi consistevano, questa volta, in sfogliata alla fonduta, carciofo ripieno ai funghi, torta di verdure e cipolla ripiena

Ed ecco il fritto misto

fritto misto salato

Nel fritto misto salato ci sono: al centro cotoletta di vitello, poi, in senso orario, zucchino, finocchio, cervella, salsiccia, animelle, fesa di pollo, melanzana, peperone, cavolfiore

fritto misto dolce

nel fritto dolce c’erano: il semolino bianco, la crema fritta, la mela, la pesca sciroppata, gli amaretti, la crema al cioccolato, lo zabajone.

Come vi dicevo, 16 varietà in un fritto misto sono una quantità già più che buona, specialmente per un ristorante. E la qualità è ottima..

Non ho da farvi vedere i dolci… non ce l’abbiam fatta, ma visto che qualcuno ha ordinato i tajarin ai funghi (in versione rossa) vi faccio vedre un primo^^:

tajarin ai funghi

Per i dolci, io una volta son riuscita a ordinare, fuori programma, un giro di zabajone fritto, quello del fritto misto per capirci.. un finale eccelso!… il giorno dopo: a dieta! ^^

La masca vi consiglia anche:

le altre segnalazioni di locali in provincia di Torino

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3 thoughts on “Buté le gambe sota la tàula…5: Da Esterina

  1. L’acquolina non si conta, ma ti rispondo con una poesia (oggi mi sento montaliana)

    FALSETTO

    Esterina, i vent’anni ti minacciano,
    grigiorosea nube
    che a poco a poco in sé ti chiude.
    Ciò intendi e non paventi.
    Sommersa ti vedremo
    nella fumea che il vento
    lacera o addensa, violento.
    Poi dal fiotto di cenere uscirai
    adusta più che mai,
    proteso a un’avventura più lontana
    l’intento viso che assembra
    l’arciera Diana.
    Salgono i venti autunni,
    t’avviluppano andate primavere;
    ecco per te rintocca
    un presagio nell’elisie sfere.
    Un suono non ti renda
    qual d’incrinata brocca
    percossa!; io prego sia
    per te concerto ineffabile
    di sonagliere.
    La dubbia dimane non t’impaura.
    Leggiadra ti distendi
    sullo scoglio lucente di sale
    e al sole bruci le membra.
    Ricordi la lucertola
    ferma sul masso brullo;
    te insidia giovinezza,
    quella il lacciòlo d’erba del fanciullo.
    L’acqua’ è la forza che ti tempra,
    nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:
    noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo
    come un’equorea creatura
    che la salsedine non intacca
    ma torna al lito più pura.
    Hai ben ragione tu!
    Non turbare
    di ubbie il sorridente presente.
    La tua gaiezza impegna già il futuro
    ed un crollar di spalle
    dirocca i fortilizî
    del tuo domani oscuro.
    T’alzi e t’avanzi sul ponticello
    esiguo, sopra il gorgo che stride:
    il tuo profilo s’incide
    contro uno sfondo di perla.
    Esiti a sommo del tremulo asse,
    poi ridi, e come spiccata da un vento
    t’abbatti fra le braccia
    del tuo divino amico che t’afferra.
    Ti guardiamo noi, della razza
    di chi rimane a terra.

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