Mangé · Tradission

Al passo coi tempi: trota!

Non ho resistito!^^La cronaca ci bombarda, in questi giorni, con la “leggenda del Trota”, e a me è venuta in mente questa fine dignitosa… ahah!

Un modo di dire piemontese è Truta ëd Vian-a, cioè trota di Avigliana, ossia il vitello. Una leggenda (ma sarà poi solo leggenda? ^^) narra che per non dover osservare il digiuno, i monaci di Avigliana gettavano nel lago i vitelli, tirandoli poi a riva con delle funi come se stessero pescando dei pesci…  Povere trote, da sempre associate ad atti di disonestà! 😀

Come si sa la tradizione piemontese in cucina non prevede molti piatti di pesce, rispetto ad altre regioni italiane. Tuttavia ci sono alcuni capisaldi, legati o agli antichi commerci con la Liguria (le acciughe sotto sale destinate alla bagna caoda o servite con bagnetto verde o rosso, ad esempio) o alla pesca (e allevamento) in acqua dolce: trote, tinche e carpe, essenzialmente, ma anche anguille. Tant’è che il carpione è proprio uno dei nostri piatti forti.

Viste le temperature ancora miti, però, niente carpione in questa ricetta, anche se del carpione utilizza la salvia in grande quantità: possibilmente salvia montana, dalle foglie piccine ma particolarmente profumata.

Trota alla salvia

Una trota da porzione a testa

Farina

Burro

Vino bianco  (io ho usato Favorita delle Langhe, con cui ho accompagnato poi il piatto)

Salvia in gran quantità

Uno spicchio di aglio tagliato in metà per ogni trota

Pepe bianco

Desquamate ed eviscerate le trote, lavatele accuratamente sotto acqua corrente.

Cospargete l’interno con un pizzico di sale e una bella macinata di pepe bianco, inserite mezzo spicchio di aglio e una manciata di foglie di salvia. Infarinate leggermente.

Fate scaldare del burro con il rimanente aglio in una teglia che poi vada anche in forno. Adagiatevi le trote, fatele dorare rapidamente in superficie, copritele con altri rametti di salvia, bagnatele con abbondante vino bianco e infornate in forno già caldo a 200°C per venti minuti circa.

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11 thoughts on “Al passo coi tempi: trota!

    1. la leghista (amica?) sta lasciando la cucina (poco danno, eh? con quel che faceva!) per una specie di fotonaturalismo o giù di lì, e per lo più parla da sola, credo sia passata da una preadolescenza direttamente alla menopausa saltando a piè pari la fase fertile (colpa della nebbia o dei residui metallici? boh!^^)… soma bin ciapà…!

  1. troppo bella.
    certo che la politica in questi due anni ci ha offerto una bella collezione di ricette… prima finocchi, poi maiali, e alla fine… trote 🙂
    non oso pensare cosa ci aspetta in futuro.
    anche se ho il triste sospetto che, se andiamo avanti così, ci toccherà solo pane e acqua

  2. Ottima … la “tua” trota …. @Norma !!! 😀
    Pessima quella che, fino a pochi giorni fa, è campata come una mignatta sulla pelle dei gonzi …. il padre padrone permettendoglielo, anzi spianandogli la strada, salvo ora, presi tutti col sorcio in mano, parlare di complotto … 😯
    A questi trotoni pelosi, agli “allevatori di trote come @renzino” che ci ammorbano l’ aria, un solo commento ragionevole : li …. rtacci loro !!! 👿

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