Ciaciaré · Galuparìe · Merenda sinòira · Tradission

Supa inglèisa (lezioni di piemontese 9)

E oggi si parla di zuppe, e dei modi di dire piemontesi che hanno per oggetto la “supa”. Come sempre alcuni sono ironici, altri invece rappresentano nella loro semplice saggezza quello che era il modo di vivere e di attribuire il valore alle cose di un tempo.

La ricetta di oggi è decisamente alcolica, e dunque iniziamo con:

ambriach come na supa ubriaco come una zuppa, o semplicemente: alquanto ubriaco… non necessita di spiegazione!! ^^

Essejne na supa, invece, cioè “essercene in quantità” viene proprio dai tempi antichi, quando avere una bella zuppa in tavola, calda e sostanziosa, era già segno di benessere, di tranquillità: si sfamava la famiglia e non solo. Spesso le zuppe, che si prestavano anche alla “zuppetta” col pane, rappresentavano un momento conviviale importante.

E veniamo ai giorni nostri: Fé la supa ant la cavagna, fare la zuppa nel cestino, cioè fare qualcosa fuori posto…. ne parlavamo pochi giorni fa, di chi prende iniziative decisamente fuori luogo, ad esempio, per avere un po’ di visibilità e lustrarsi le medaglie..

Ed essere “pien ëd supa“? cioè pieni di boria? alla fine c’è da “paghé na supa” pagarne una zuppa, pagare caro e salato..

E tra le “supe” buone buone c’è lei, la supa inglèisa…   conosciuta ai più come zuppa inglese, ovviamente.

Non è un dolce di origine piemontese, bensì i suoi natali si collocano storicamente alla corte degli Este di Ferrara, dove era previsto il pan di spagna come base, sostituito poi, nelle versioni più popolari, dalla “brazadèla”, dolce rustico tipico ferrarese adatto all’inzuppo. Va da sé che come molti dolci al cucchiaio, ovunque ci sian biscotti da inzuppo se ne trova una versione, e dunque si è diffusa con tutti gli onori anche qui, con i savoiardi.

Mia madre usava poco l’alchermes, prediligendo il marsala (e qui ecco le contaminazioni col nostro tiramisu), ma io preferisco avvicinarmi meglio alla versione tradizionale perché adoro l’alchermes.

Vi presento quella fatta in occasione di una recente cena, in alternativa al contenitore grande in vetro potete optare per delle coppette monoporzione, rigorosamente trasparenti!

Per la crema alla vaniglia ho utilizzato della vaniglia del Madagascar che mi inviò un po’ di tempo fa la mia amica-lettrice Lucia, con la quale ho inondato di profumo tutta la dispensa^^ Grazie! E’ meravigliosa!

Le dosi? a cucchiaio, come una volta…Per le creme nulla vieta di preparare ognuno la propria versione di crema pasticcera e di crema al cacao.

Zuppa inglese (supa ingleisa)

crema alla vaniglia

mezzo litro di latte,

3 tuorli

3 cucchiai di zucchero

mezza stecca di vaniglia

un cucchiaio colmo di maizena

crema al cioccolato

mezzo litro di latte,

un uovo e un tuorlo

3 cucchiai di zucchero

un cucchaio raso di maizena

due cucchiai colmi di cacao amaro

——-

savoiardi morbidi

alchermes q.b

 

Preparate le creme sbattendo leggermente le uova con lo zucchero e la maizena (più il cacao per la seconda crema).

Per quella alla vaniglia aggiungete il latte caldo in cui avrete lasciato in infusione per una mezzora la vaniglia (estrarrete la vaniglia quando la crema riprenderà il bollore). Per quella al cacao aggiungete solo il latte, e portate a ebollizione per fare addensare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno forato e facendo attenzione a non formare grumi.

Fatele raffreddare e iniziate  a montare il dolce alternando gli strati di savoiardi inzuppati di alchermes e le due creme. Guarnite con le sole creme o se preferite con una spolverata di cacao amaro.

Annunci

26 thoughts on “Supa inglèisa (lezioni di piemontese 9)

  1. Aggiungo, sempre in tema di pagare, la versione “son famne na supa” tipica di quando arriva una spesa imprevista (soma ‘n camìn a cambiè la machina…)

    La tua zuppa inglese è da applausi. Ciao!

  2. uguuale uguale ma mia mammma l’aveva velocizzando facendo solo “crema gialla” e poi dividendola a metà una volta cotta, ancora calda mescolava un paio di cucchiai di cacao amaro .

  3. GRAZIE…sono contenta che un piccolo pensiero abbia “inondato” la tua cucina… è stato un piacere con-dividere queste bacche con le mie amiche (e quando sei a corto…fai un fischio che il barattolo è sempre colmo!!).
    Complimenti per la supa…ormai non ho scampo, prossimo dolce mi tocca (anche se anch’io forse userò Marsala, per via del “bocia” che trova l’Alchermes troppo forte!!). Doppio SMIIIIILE
    Lucy

    1. inondato? a dir poco! ti dirò che quella crema me la sarei mangiata così da sola non fosse che avevo in progetto la zuppa! L’alchermes puoi tagliarlo con un po’ di acqua o meglio ancora un po’ di sciroppo zucchero-acqua, così resta il colore ma è meno forte 😉

  4. a volte penso che dovrebbero insegnare i proverbi di tutte le regioni ( e nazioni) nelle scuole elementari, come patrimonio di una cultura e di una educazione da non perdere. Però ne avrebbero bisogno più i genitori dei figli, molto spesso, e con quel che evidenziavi pochi articoli fa leggendo in rete c’è da preoccuparsi veramente! (io che son vecchietto poi certe cose…!!)

    1. Uh Stefano, ho appena letto di una “perla”(tra le perle…) : “se non ti prepari lo zaino prima di coricarti, domani niente facebook!”… subito ti immagini un 17-18 enne e pensi ma che razza di madre deve ancora sfracanare un figlio per lo zaino come avesse ancora 12 anni? Il problema è che HA 12 anni, e allora ti domandi: ma che razza di madre permette non solo l’iscrizione del figlio 12enne a facebook, ma ammette/accetta che per lui sia così importante da usarlo come arma di ricatto? soma bin ciapà, sì! ma a l’era già capì-se^^

    2. Nelle scuole della mia valle hanno fatto delle bellissime raccolte di proverbi e detti in lingua occitana. Conservo quelle fatte dalle mie nipoti come fossero reliquie 🙂
      P.S. La mia nipote più piccola (14 anni a luglio) supplica la madre da almeno due anni, ma niente, su Facebook non le è permesso andare. Comincia quasi a farmi pena ^__^

    3. La mia ci è andata a 16 e solo perché era stata invitata nel gruppo di studenti ammessi al Maximum dell’ NDT, e lo usa attualmente per il gruppo delle matricole del Trinity, ma ora almeno è maggiorenne. Ma mica bisogna essere genitori geni o chissà che, basterebbe solo un po’ di buon senso…

  5. Sai che quella sull’ubriaco non la conoscevo, e nemmeno quella della zuppa nel cestino, che trovo si spieghi perfettamente!
    La zuppa inglese mi piace moltissimo, e non l’ho mai preparata, proverò la tua ricetta!
    Un bacione Norma, e grazie di cuore per tutto…

  6. wow Norma!!!
    questa zuppa inglese (pardon: “supa ingleisa”) è uno spettacolo!!!!
    ma sai che la stavo facendo anche io per questa domenica passata?
    adoro i dolci al cucchiaio (sai che novità, eh?)
    ciaoo e buona settimana

  7. Amo la zuppa inglese! E che bella la decorazione che hai fatto sopra! Una volta io per decorarla ho fatto delle gocce con l’alchermes e sembrava che avesse il morbillo! Orribile ahah!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...