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Tiramisu… libere (e campanilistiche) disquisizioni sulle sue origini

Se sfogliate libri di cucina piemontese, difficilmente trovate la ricetta del tiramisu.

A differenza di panna cotta e bonet, non viene considerato infatti un dolce tradizionale della nostra regione. E qui torno un attimo, per chi capita qui occasionalmente e si è perso questo argomento già trattato altrove, sulla differenza tra tipicità e tradizione.

La cucina tipica ha una collocazione prettamente geografica

La cucina tradizionale ha una collocazione storico temporale.

La prima è facilmente codificabile, sulla base di ingredienti e diffusione geografica. La seconda invece no, perché delle ricette cosidette tradizionali troviamo le numerose versioni famigliari… dunque per stabilire se una ricetta tradizionale è “originale”, o  quanto meno affidabile, dobbiamo basarci sulla sua tipicità in aiuto agli elementi storici temporali. Cioè capire, ad esempio, se in quel dato periodo storico gli ingredienti fondamentali della ricetta esistevano già in quel dato territorio.

Ora, appurato che il contendere delle origini del tiramisu con tale formula e tale nome lo possiamo tranquillamente lasciare ai Trevisani (origini realtivamente recenti e ispirate tuttavia a dolci stranieri quali charlotte e zuppa inglese) e ai Senesi, resta il fatto che tra le varie “leggende” sulle origini di questo dolce ce n’è pure una che riguarda Cavour.

E’ dunque possibile che ai suoi tempi ci fosse qualcosa di simile in Piemonte?

Se indaghiamo seguendo i filoni della tipicità, troviamo i savoiardi, nati nel territorio Savoia e dunque diffusi tra Piemonte e Sardegna (dove vengono preparati in versione più morbida  e chiamati pistoccu) e lo zabajone, formulato dal mitico Fra Pasquale de Baylon (1540-1592), dal 1680 San Baylon, patrono dei cuochi e dei pasticceri. Entrambi i prodotti vengono a pieno titolo inseriti nei ricettari tradizionali piemontesi.

Il mascarpone vanta una diffusione più lombarda che piemontese, ma in realtà in origine  col termine mascherpa  si indicava la ricotta o la crema di latte, e  nella tradizione piemontese i dolci al cucchiaio dove si utilizzano ricotta o crema di latte (o meglio ancora il nostro seirass) sono numerosi, a partire dalla coppa Sabauda

Insomma… basandomi sulla tipicità,  se dobbiamo attribuire il brevetto del “termine” tiramisù ad altre regioni, scava scava ritengo di poter ragionevolmente affermare che la leggenda che circonda Cavour (che era notoriamente un edonista e pare utilizzasse questo dolce, dedicato a lui da un pasticcere torinese,  per tirarsi su non solo dopo le fatiche dell’Unità d’Italia  ma anche dopo quelle tra le lenzuola 😉  )  ha del fondamento per quanto riguarda l’assemblaggio degli ingredienti base. E’ dunque possibile che Cavour si nutrisse spesso e volentieri di tiramisu? Sì, lo è ^^

Tiramisù (ricetta di famiglia)

tiramisu2

per sei persone

savoiardi q.b. (dipende dal recipiente o da quanti strati volete farne)

mascarpone 500 g

zucchero 100 g + 75g

tuorli 3

Marsala un biccherino colmo

albumi 2

cacao amaro q.b.

caffè non zuccherato q.b.

 

preparate il caffè (3-4 tazze almeno, da diluire se preferite con unpo’ di acqua) e fatelo raffreddare.

montate i tuorli con 75 g di zucchero e unire il marsala, cuocere lo zabajone a bagnomaria finché sarà spumoso, mescolando con un cucchiaio di legno forato.

lavorate il mascarpone con i 100 g di zucchero finché questo non sarà ben sciolto. Unite lo zabajone.

montate a neve gli albumi e incorporateli al resto del composto.

bagnate rapidamente i biscotti nel caffé. Non devono inzupparsi del tutto, basta intingerli per un secondo. Disponeteli sul fondo di un recipiente in vetro. Versatevi sopra due terzi della crema, formate un secondo strato di biscotti. Terminate con la crema rimanente, e coprite il tutto con un velo di cacao amaro. Conservate in frigorifero fino al momento di servirlo.

 

 

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8 thoughts on “Tiramisu… libere (e campanilistiche) disquisizioni sulle sue origini

  1. Non importa che non sia un dolce tradizionale piemontese..importa che è un buon dolce e tu l’hai presentato benissimo!!!

    1. Grazie! e comunque no, non importa. Il senso del discorso è che anche quando qualcuno si arroga la paternità di una ricetta, in realtà non è detto che abbia scoperto chissà che novità… 😉 ha solo il merito di averla in qualche modo “codificata” e diffusa con un nome commerciale!

  2. Interessantissimo articolo! Non avevo mai riflettuto sulla differenza tra cucina tipica e tradizionale. Io adoro il Tiramisù, e alla fine l’importante è che qualcuno lo abbia inventato per la gioia delle nostre pupille gustative 😀 😉

  3. Io, nella mia ignoranza, fino a poco fa pensavo che il tiramisù fosse piemontese, d’altronde i savoiardi non potevano che farmi pensare al piemonte, in ogni caso ben felice di aver letto la tua disquisizione. Mi stupisco nel vedere differenze tra la ricetta che fai tu e quella che faccio io, è proprio vero che da casa a casa anche un piatto tipico cambia molto. buon fine settimana

    1. uhhhhhh ci manca solo più che tra veneti e toscani e piemontesi, ci si mettano pure i lombardi a rivendicarne la paternità!!! 🙂 Cavour sapeva come godersi la vita! 😉

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